di Andrea Capello (*)
La Spagna teme seriamente di rivivere un altro assalto all’enclave di Ceuta dopo quanto avvenuto a fine luglio. Fonti dell’intelligence di Madrid hanno infatti fatto sapere di dare “piena credibilità” al nuovo appello che circola sui social, e che invita a entrare in massa nella città il prossimo 15 agosto.
Un’azione che potrebbe essere “ancora più intensa” rispetto alla prima, che prese il governo spagnolo alla sprovvista. I servizi segreti di Madrid stanno monitorando i social media da giorni, con agenti che tengono sotto stretto controllo ogni gruppo Facebook e WhatsApp, così come i principali profili TikTok. Gli 007 non hanno escluso la possibilità che gli organizzatori tentino di anticipare i loro piani ai giorni precedenti per non perdere l’effetto sorpresa.
Il ministero dell’Interno ha assicurato che la Spagna è preparata a qualsiasi situazione mentre il presidente del governo autonomo di Ceuta Juan Jesus Vivas, esponente dell’opposizione all’esecutivo guidato da Pedro Sanchez, ha chiesto di “blindare la frontiera” della città autonoma affermando che tra i 3.000 e i 5.000 migranti sono ancora in città dopo gli arrivi in massa della scorsa settimana e ha denunciato che i centri di accoglienza sia per minori che per adulti sono al collasso.
Vivas ha parlato di un’emergenza umanitaria di “enorme portata” aggravata “dai disordini pubblici e dall’alto rischio per la sicurezza” per la popolazione chi si sente “triste, impotente, inquieta, impaurita e preoccupata” davanti alla possibilità che quanto accaduto possa ripetersi in futuro come la “goccia che fa traboccare il vaso” e “ci farà cessare di essere ciò che siamo: Spagna ed Europa”.
Il Marocco, dal canto suo, ha reso noto di aver incriminato oltre 80 persone in relazione alla crisi migratoria di Ceuta mentre l’Unione Europea, tramite un portavoce della Commissione, ha dichiarato che l’attenzione di Bruxelles resta “molto alta” sia “prima che durante che dopo il 15 agosto”.
Lo stesso portavoce ha poi sottolineato come l’Ue abbia “constatato” che alcuni canali social, “in particolare russi” abbiano “cercato di amplificare molto rapidamente la situazione a Ceuta su diverse piattaforme, a partire dal 30 luglio”. Un’attività che – ha aggiunto – “non era stata riscontrata nei giorni precedenti”. Quanto alla questione della protezione dell’integrità e della sicurezza dell’area Schengen il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner, ha detto di “capire” le preoccupazioni e “la necessità di rispondere” da parte di alcuni Stati membri ma ha ribadito che i controlli alle frontiere interne dovrebbero essere “misure di ultima istanza”, da utilizzare “solo quando necessario”.
(*) La Presse
