di Andrea Maldi
Il terremoto Trump si abbatte anche sui mondiali Usa dopo la squalifica, ritenuta ingiusta dal Tycoon, dell’attaccante statunitense Folarin Balogun, reintegrato dalla FIFA negli ottavi di finale contro il Belgio, tra l’altro con una prestazione deludente e una sonora debacle.
“Ho chiamato il presidente della FIFA, Gianni Infantino, e gli ho detto che secondo me non c’era fallo e non era da cartellino rosso. Solamente due giocatori che si sono scontrati. Una cosa è penalizzare qualcuno per la partita che sta giocando, ma come lo si può fare per un match che non si è ancora giocato? Non è giusto. Nutro qualche sospetto sull’arbitro (il brasiliano Raphael Claus), che nel 2024 era finito al centro delle polemiche su presunte partite manipolate e dubbi provvedimenti (poi completamente scagionato dalla federcalcio brasiliana). Ma comunque la decisione finale l’ha presa la FIFA”, ha dichiarato Donald Trump nel post partita, aprendo di fatto ad una interferenza esterna poche ore prima del summit Nato di Ankara.
Pronta la replica del grande amico del commander in chief, Gianni Infantino, che da un decennio è a capo del massimo organismo calcistico (FIFA): “Gli organi giudiziari della Fifa sono indipendenti. Operano in modo autonomo, la loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio e deve essere sempre rispettata. Ho effettivamente ricevuto una telefonata dal Presidente Trump, proprio come ricevo telefonate da capi di Stato di tutto il mondo. Le decisioni della Commissione Disciplinare Fifa a volte mi lasciano sorpreso. A volte sono d’accordo con esse, a volte no.”
Il caso, ormai divenuto politico, ha fatto il giro del mondo. La UEFA ha criticato la FIFA con un aspro comunicato: “L’organo di governo del calcio globale ha superato una linea rossa, è stata una decisione senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile. Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono il fondamento di una competizione imparziale, leale e cristallina. A volte le regole sono soggette ad interpretazione, ma in questo caso i fatti dicono il contrario.”
Anche il presidente della FIGC Giovanni Malagò ha commentato in modo durissimo lo scandalo, parlando di “un precedente pericolosissimo” e di “una decisione che ha un chiaro sapore politico”, e che se l’articolo del regolamento FIFA usato per graziare il bomber americano venisse replicato nei campionati nazionali “sarebbe l’Armageddon”.
Ma chi è andato su tutte le furie per la decisione scellerata è la Federcalcio belga (Rbfa), che dalla FIFA ha visto respingere il ricorso: “Abbiamo chiesto spiegazioni legittime, la Fifa ha trasformato la questione in un ricorso e poi ha assicurato che sarebbe stato dichiarato inammissibile”.
Insomma, i deliri di ogni potenza del Tycoon hanno invaso anche il campo da gioco, ma questa volta con un clamoroso autogol.
