di Sergio Bellucci
Le forme della guerra e le nuove armi, dopo l’avvento delle Intelligenze artificiali, stravolgono i concetti dei conflitti che avevamo fino a ieri… è un terreno di ricerca obbligato quello di capire come governi ed eserciti stanno trasformando le forme del potere, della politica e della guerra… anche qui esistono varie “sfumature” che dipendono dai paesi (e culture) di origine. Ucraina e Palestina sono campi di sperimentazione per Russia, NATO e Israele… (i palestinesi appaiono come il gorilla di Kubrick davanti al monolite… o lo spadaccino di Indiana Jones che non comprende la differenza tra spada e pistola nello scontro…). Esserci fatti catalogare fino al nostro DNA ha costruito il nuovo tessuto del controllo sociale e politico che, quando serve, si trasforma o in oppressione politica (diretta o indiretta, guardiamo gli USA oggi…) o in progettazione di uccisioni di massa per destrutturare la forma sociale di un popolo e condannarlo ad una regressione nella storia o alla sua scomparsa.
Siamo in una nuova fase ma facciamo fatica a capirne i contorni e le qualità… tutti “ancorati” agli schemi del passato e ai suoi “giudizi” e “pre-giudizi”… tifosi di una partita che è abbondantemente finita e sospinti, inconsapevolmente, in un campo di gioco che neanche riusciamo a “vedere”…
Questa è la Transizione… e questa è una parte di quel cambiamento delle fondamenta delle società dell’umano di cui facciamo parte ma non lo sappiamo…
Mi vengono in mente le parole di Pavese:
“Guardi come chi attende
e non vede. Sei terra
che dolora e che tace”
