Mentre le flotte del trasporto pubblico locale invecchia e le immatricolazioni complessive di autobus di linea raddoppiano, la produzione interna arranca e uno dei marchi storici, Menarini Bus, versa in una “crisi infinita”. È l’allarme della Fiom-Cgil, che sollecita l’intervento del governo, denunciando la “latitanza” del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). “Abbiamo la necessità urgente di un tavolo ministeriale, chiesto unitariamente ma ad oggi senza aver ricevuto alcun tipo di risposta”, incalza Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom. Le tute blu Cgil preannunciano forti iniziative insieme alle altre sigle, se il ministero guidato da Adolfo Urso continuerà a non rispondere. Intanto già domani il caso sarà portato al Mimit durante in tavolo automotive.
La complessa vicenda di Menarini Bus – nata nel 2012 dalla fusione tra l’ex Irisbus di Flumeri, ad Avellino, e la Breda di Bologna – descrive quella che la Fiom denuncia come un ‘paradosso industriale’. Nonostante l’incremento del mercato degli autobus di linea, spinto dal rinnovamento del parco bus legato al Pnrr, Menarini non riesce ad agganciare la ripresa. Nel 2024 sono state raggiunte le 6.616 immatricolazioni in Italia (rispetto alle 3.335 del 2021), Menarini Bus ha immatricolato solo 264 mezzi, pari al 4%, superata da Iveco, ma anche da Mercedes Benz e dal gruppo polacco Solaris. La Fiom chiama in causa direttamente il governo: “Nel 2024, su spinta del ministro Urso e il parere contrario delle organizzazioni sindacali, il gruppo Seri acquista il 98% della società”, facendo nascere Menarini Spa, ma i nodi restano irrisolti. Nel corso del 2024 i due stabilimenti, quello di Bologna e quello Irpino di Flumeri, sottolinea il sindacato, hanno prodotto appena 231 autobus.
A preoccupare il sindacato sono anche le cifre dell’ultimo bilancio. Nel 2024 Menarini ha realizzato investimenti in macchinari e impianti industriali per appena 1,56 milioni di euro. Una cifra inferiore al valore degli ammortamenti dei beni pregressi (pari a 2,52 milioni). “Gli unici veri investimenti di Menarini, sul sito di Flumeri sembrano essere stati quelli finanziati dal Contratto di Sviluppo del valore pari a 31,6 milioni di euro parzialmente finanziato da Invitalia”, sottolinea la Fiom. “Nel 2024 sono stati prodotti solo 231 autobus negli stabilimenti di Flumeri e di Bologna. Non possiamo più aspettare bisogna intervenire subito per dare un futuro a Menarini Bus e al trasporto pubblico nel nostro Paese, valutando anche di intraprendere la strada, più volte annunciata e mai realizzata, di aprire ad un nuovo costruttore estero”, affermano Lodi e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil. Lo stabilimento di Flumeri è situato in un’area interna della Campania, dove la disoccupazione arriva al 30%. Il personale e in cassa integrazione da inizio anno, mentre lo stabilimento avrebbe la capacità di produrre 6 autobus al giorno. Anche Bologna, dove si fa ricerca e sviluppo, la preoccupazione è molto alta, “c’è necessità di avere delle risposte dal livello nazionale”.
