Economia e Lavoro

Zes, lo stop di Urso all’estensione nel nord del Paese

“Ovviamente non si può estendere la Zona economica speciale unica” (Zes) “nel Mezzogiorno che sta avendo uno straordinario successo ad altre aree del Paese perché il suo obiettivo è ridurre i divari interni ed è per questo che è finanziata in gran parte con i fondi di coesione. Possiamo però agire su tre livelli, comunque importanti e su cui ho chiamato al confronto le Regioni del Nord già per la prossima settimana e su cui poi mi confronterò con la Conferenza delle Regioni prima della pausa ferragostana”.Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo al question time alla Camera dei Deputati. “Mi riferisco innanzitutto- prosegue Urso – alla possibilità di realizzare una ZLS, Zona logistica speciale, per il Centro-Nord con l’obiettivo di estendere a tutte le aree interessate e rendere quindi omogenee le semplificazioni autorizzative già ricomprese nelle ZLS e, ove le risorse economiche lo consentano, di prevedere incentivi dedicati alle imprese, nei limiti ovviamente delle regole europee. Pensiamo inoltre di introdurre altre misure di semplificazione nel prossimo decreto imprese che porteremo in Parlamento prima della sessione di Bilancio, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto della produzione energetica e della sostenibilità ambientale. La terza direttrice è quella dell’Industrial Accelerator Act, del nuovo regolamento europeo che è in via di approvazione nel trilogo istituzionale europeo, in cui l’Italia svolge un ruolo da protagonista”. “È lì previsto che siano realizzate le aree di accelerazione europee. Tali aree saranno individuate nei territori a maggiore vocazione produttiva delle Regioni, per accelerare gli investimenti attraverso procedure autorizzative coordinate e semplificate e mediante l’istituzione di uno sportello unico per le imprese, privilegiando i siti industriali esistenti e le aree dismesse. Noi vorremmo preparare il nostro Paese per cogliere appieno questa nuova opportunità dopo che sarà approvato l’IAA di cui abbiamo chiesto l’anticipazione affinchè entri in vigore già il prossimo anno, e non come oggi previsto, nel gennaio 2029. Non possiamo certamente più aspettare. Queste sono le tre direttrici per creare un motore industriale per la nostra Europa”, conclude Urso.

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