di Marino Marini
E’ un ritratto a tutto tondo quello disegnato dal ministro del Turismo Mazzi sulla filliera turistica e della cultura. “Oggi il turismo italiano corre a ritmi da record. Non lo dicono gli slogan, lo certificano i numeri ufficiali dello Stato. I dati della Banca d’Italia sul turismo internazionale segnano un traguardo storico, decisivo anche per la solidità dei nostri conti pubblici”. Così il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi in audizione a Commissioni riunite Attività produttive Camera e Industria presso l’Aula della Commissione Politiche Ue del Senato. “Nel 2025, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia ha sfiorato il tetto dei 57 miliardi di euro, registrando un aumento del 4,8%. Il dato più rilevante, tuttavia, riguarda la bilancia dei pagamenti: il saldo netto tra la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia e quella degli italiani all’estero ha generato un avanzo record di quasi 23 miliardi di euro. È circa l’1% del Pil nazionale immesso direttamente nel nostro sistema economico”, ha aggiunto Mazzi, sottolineando che “il turismo è, quindi, un ammortizzatore economico e sociale: contribuisce a compensare i deficit energetici e di materie prime e rafforza la stabilità finanziaria della Nazione”.
477 mln presenze e oltre 185 mln arrivi nel 2025
“I dati confermano che la macro-industria del Turismo, motore del terziario e dell’economia dei servizi, è in pieno fermento e continua a crescere. Nel 2025 il turismo italiano ha registrato nuovi record: 477 milioni di presenze e oltre 185 milioni di arrivi, come attestato rispettivamente da ISTAT e dal Ministero dell’Interno. Anche per l’estate del 2026 l’Italia si conferma regina europea del turismo, registrando un tasso di saturazione OTA (online travel agency) (51,2%), che è superiore a quello di competitor come Spagna e Francia, ferme rispettivamente al 42,8% e 32,9%, e una tariffa media (153 euro) più bassa rispetto a Spagna (170) e Grecia (195), stando alle elaborazioni dell’Ufficio di Statistica del Ministero”, ha aggiunto Mazzi, secondo cui “in base all’analisi dei dati della piattaforma alloggiati web del Viminale, nel primo semestre del 2026 si registra un notevole incremento del turismo in Italia, con una crescita complessiva degli arrivi pari al 4,43% rispetto allo stesso periodo del 2025 sull’intero territorio nazionale”.
Cultura leva primaria attrattività italiana, vale 56 mld
“Accanto al Turismo del cinema, assume rilievo centrale il turismo culturale, leva primaria dell’attrattività italiana per i visitatori domestici e, soprattutto, per chi arriva dall’estero per scoprire il nostro patrimonio storico, museale, religioso, architettonico, artistico, archeologico e monumentale. I dati sono eloquenti: secondo Unioncamere, il turismo culturale genera in Italia oltre 56 miliardi di euro, pari a circa il 52% dell’indotto complessivo del settore. Quasi il 60% dei viaggiatori stranieri sceglie l’Italia per interessi culturali, con una spesa superiore ai 19 miliardi di euro nelle sole città d’arte”.
253 mln spettatori a spettacoli dal vivo nel 2025, spesa da 4,3 mld
“Nel 2025 l’intrattenimento e il sistema dello spettacolo dal vivo hanno ulteriormente consolidato il proprio peso economico per il Paese, con una spesa complessiva di 4,3 miliardi di euro (+7%) a fronte di volumi stabili: 3,34 milioni di eventi e 253 milioni di spettatori. Cresce il valore medio: aumenta la spesa per spettatore (16,99 euro) e l’introito per evento, segno di un mercato più selettivo e maturo. I concerti superano per la prima volta il miliardo di euro (1,16 miliardi, +17,5%) e confermano il ruolo di principale motore economico, con il 27% della spesa totale”.
Primi in Europa e secondi al mondo per congressuale nel 2025
“Secondo la classifica ICCA (International Congress and Convention Association) 2025, l’Italia è al primo posto in Europa e al secondo nel mondo per congressi ospitati, con un impatto economico diretto di quasi 15 miliardi di euro. Il turismo congressuale è strategico perché genera arrivi, spesa e posizionamento internazionale, rafforzando il ruolo delle nostre città come hub globali di incontro e innovazione.
