Economia e Lavoro

Il ‘banco’ rischia di saltare

Italian Premier Minister Mario Draghi addresses the Senate in Rome, Tuesday, April 27, 2021. Italian Premier Mario Draghi is presenting a 222.1 billion euro ($268.6 billion) coronavirus recovery plan to the Seante. The plan is aiming to not only bounce back from the pandemic but enact "epochal" reforms to address structural problems that long predated COVID-19.(AP Photo/Gregorio Borgia, Pool) Italian Premier Minister Mario Draghi addresses the Senate in Rome, Tuesday, April 27, 2021. Italian Premier Mario Draghi is presenting a 222.1 billion euro ($268.6 billion) coronavirus recovery plan to the Seante. The plan is aiming to not only bounce back from the pandemic but enact "epochal" reforms to address structural problems that long predated COVID-19.(AP Photo/Gregorio Borgia, Pool) Italian Premier Minister Mario Draghi addresses the Senate in Rome, Tuesday, April 27, 2021. Italian Premier Mario Draghi is presenting a 222.1 billion euro ($268.6 billion) coronavirus recovery plan to the Seante. The plan is aiming to not only bounce back from the pandemic but enact "epochal" reforms to address structural problems that long predated COVID-19.(AP Photo/Gregorio Borgia, Pool)

La Ragioneria Generale dello Stato restituisce al parlamento il maxi-emendamento a Dl Sostegni: “Non ci sono le coperture”. Appesi a un filo superbonus per le aziende e quello sugli immobili

Salta il superbonus per le aziende, vale a dire la possibilità di cedere i crediti d’imposta maturati dalle imprese per investimenti in beni strumentali previsti dal piano Transizione 4.0. L’alt arriva dalla Ragioneria dello Stato: mancano le coperture, dicono i guardiani dei conti pubblici, obbligando il Parlamento a modificare il maxiemendamento al dl Sostegni.
Lo stop al “superbonus imprese” non è piaciuto alle categorie coinvolte. “E’ un segnale sconfortante”, ha commentato Confagricoltura. Ma non è stata l’unica misura “cassata”. La Ragioneria ha chiesto lo stralcio di tutte le norme che prevedevano la cessione del credito, come quelle sui bonus sia per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati a chi stia ristrutturando casa sia per la costruzione di autorimesse o posti auto. La Ragioneria ha anche sollevato dubbi sulla proroga sine die delle concessioni per gli ambulanti, senza però obbligare il Parlamento a stralciarla.
Quello sulle “imprese” non è l’unico superbonus che ha “conti” in sospeso. C’è anche quello “originale” al 110% per le ristrutturazioni e gli interventi di efficientamento sugli immobili. Lo stop di via XX Settembre getta un’ombra anche sulle “recenti disposizioni normative che prevedono la cessione di crediti”. A rischio il meccanismo di cessione dei crediti anche nel caso del superbonus del 110% per la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza degli edifici. I tecnici temono la possibile riclassificazione da parte di Eurostat dei crediti fiscali e sostengono che gli effetti finanziari potrebbero “essere particolarmente significativi”.

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