Esteri

Cuba: attivisti denunciano inasprimento embargo Usa anche su trasporto aiuti umanitari

Gli attivisti della campagna umanitaria Let Cuba Breathe denunciano un inasprimento dell’embargo imposto dagli Stati Uniti all’isola caraibica, con l’imposizione di sanzioni secondarie dirette alle compagnie di trasporti che scelgono di attraccare sull’isola, anche quelle con a bordo aiuti umanitari.

“In pochi giorni, tre navi, tre porti e tre carichi umanitari destinati a Cuba sono rimasti bloccati, trasportavano latte in polvere per neonati, ventilatori polmonari, letti ospedalieri, medicinali e milioni di dispositivi sanitari destinati agli ospedali dell’isola”, affermano gli attivisti, “questa è l’ennesima manifestazione dell’asfissia di Trump, un meccanismo che si fonda su l’inasprimento delle sanzioni secondarie statunitensi e che sta progressivamente paralizzando ogni canale di approvvigionamento verso Cuba. Una prima nave è rimasta in rada davanti al porto di Mariel – principale porto de L’Avana – dallo scorso 13 luglio con un carico raccolto in Europa dalla campagna ‘Let Cuba Breathe’. A bordo 200 confezioni di latte in polvere, centinaia di confezioni di alimenti, letti ospedalieri, ventilatori polmonari, apparecchi per anestesia e un monitor-defibrillatore destinati a strutture sanitarie e famiglie cubane. Lo sbarco non è mai avvenuto date le possibili ritorsioni che possono colpire la compagnia di trasporti per la scelta di attraccare sull’isola. La compagnia di navigazione ha comunicato unilateralmente che il carico della nave e quello di un’imbarcazione gemella sarebbero stati dirottati verso il porto di Veracruz, in Messico, nel tentativo di trovare una successiva soluzione logistica. Al momento, tuttavia, non esiste alcuna garanzia che le merci possano raggiungere Cuba. A ‘Let Cuba Breathe’, campagna promotrice della spedizione, sono stati inoltre comunicati costi aggiuntivi per il cambio di rotta, il carburante e le operazioni straordinarie. Nello stesso periodo un secondo container non è mai stato ritirato: secondo quanto si apprende il porto cubano risulta di fatto inutilizzabile per le operazioni di importazione, indipendentemente dalla nave o dalla rotta utilizzata”.

Colpite compagnie di navigazione, assicuratori e operatori finanziari

“Questi episodi mostrano il funzionamento delle cosiddette sanzioni secondarie: non viene vietata direttamente la spedizione di medicinali o alimenti, ma vengono colpite le compagnie di navigazione, gli assicuratori e gli operatori finanziari che rendono possibile il trasporto verso Cuba. Il risultato è che, pur in assenza di un divieto formale sui beni umanitari, sempre più aziende rinunciano a operare con l’isola per evitare il rischio di pesanti conseguenze economiche”, sottolineano gli attivisti di Let Cuba Breathe. “Qui non stiamo parlando di un embargo commerciale in astratto. Stiamo parlando di merci che servono alla sussistenza della popolazione, ormai allo stremo. Latte per neonati, letti ospedalieri e apparecchiature mediche raccolti da cittadini europei che restano fermi in mare perché nessun vettore osa più attraccare a Cuba. Le forze internazionali non possono continuare a essere uno spettatore: serve una presa di posizione chiara, si sta chiudendo l’ultimo canale umanitario ancora esistente”, dichiara Giorgia Vernetti, portavoce della campagna. Con l’entrata in vigore, dal 12 agosto 2026, delle nuove misure statunitensi che riguardano il principale terminal portuale cubano, la campagna teme un ulteriore irrigidimento della situazione e la sostanziale chiusura dell’ultimo corridoio logistico ancora disponibile per gli aiuti umanitari.

Related posts

  Meloni: “Con Trump bisogna trattare. Basta tifoserie”

Redazione Ore 12

La politica cinese sulla tolleranza zero per sconfiggere il Covid ad Hong Kong non funziona

Redazione Ore 12

Progetto targato Renzo Piano fa aprire i battenti ad un ospedale in Uganda

Redazione Ore 12