“La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del Dna e del cammino di tutto il Club. Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta”. Lo si legge sull’account X della società rossonera. Baresi, storico capitano del Milan, aveva 66 anni. “Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima. Ma tutto il Milan e tutti i milanisti devono provare ad essere all’altezza di Franco Baresi, bisogna farsi forza e raccogliere tutte le energie utili, pur fra le lacrime e la commozione di un momento che pesa tantissimo”, si legge sul sito del Milan.
“Franco ci ha lasciati, dopo averci regalato solo pochi mesi fa l’ultima grande, orgogliosa immagine di sé in uno stadio gremito, collegato con tutto il mondo, per una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali milanesi che lui ha reso storica. Abbracciamo tutti uniti il ricordo gigantesco di Franco, sapendo che ci terrà sempre per mano, e che ci darà una motivazione in più per ogni istante della nostra vita rossonera. Per sempre. Perché Baresi – sottolinea la società rossonera – è per sempre”.
Con Italia e Milan sul tetto del mondo
Il mondo del calcio piange Franco Baresi, per tutti Kaiser Franz (in onore di Franz Beckenbauer), bandiera del Milan e della Nazionale a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Un brutto male, contro cui ha combattuto fino all’ultimo come un leone e con il suo solito spirito indomito, alla fine se l’è portato via a soli 66 anni. Considerato uno dei più forti difensori della storia, occupa la 33/a posizione nell’omonima classifica stilata dall’IFFHS. Nel marzo del 2004 Pelé lo ha inserito nella Fifa 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, redatta in occasione del centenario della FIFA. È stato inserito per sette volte tra i candidati alla vittoria del Pallone d’oro (dal 1988 al 1990 e dal 1992 al 1995), arrivando a ricoprire la seconda posizione nel 1989 dietro al compagno di squadra Marco van Basten. Baresi ha legato indissolubilmente il suo nome al Milan, tanto che nel 1999, in occasione della festa organizzata per celebrare i cent’anni del club, è stato eletto dai suoi tifosi ‘Milanista del secolo’. Nato a Travagliato l’ 8 maggio 1960, Baresi fin da giovane si segnala come uno dei maggiori talenti espressi dal calcio italiano. Baresi era un libero capace di coniugare senso della posizione, tecnica, scatto, visione di gioco e decisione negli interventi, con una notevole continuità di rendimento.
Leader carismatico, si distinse inoltre per precocità e longevità agonistica: anche in età avanzata era ritenuto uno dei calciatori atleticamente più preparati in tutta la Serie A. Baresi iniziò a giocare a calcio in tenera età.
All’età di 12 anni sostenne un provino all’Inter, squadra che aveva già reclutato suo fratello Giuseppe, ma venne scartato poiché ritenuto troppo gracile. A questo punto Italo Galbiati lo invitò a tentare col Milan: dopo tre provini e grazie all’insistenza di Guido Settembrino, Baresi entrò nelle giovanili rossonere. Baresi trascorre la sua intera carriera nel Milan, squadra nella quale ha giocato per venti stagioni (dal 1977 al 1997) di cui quindici da capitano, divenendone il secondo calciatore con più presenze assolute, dietro al solo Paolo Maldini. Con i rossoneri, con Arrigo Sacchi prima e Fabio Capello poi in panchina, ha vinto tutto: sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe UEFA e quattro Supercoppe italiane; insieme ai compagni di reparto Mauro Tassotti, Maldini e Alessandro Costacurta ha composto una delle migliori linee difensive della storia del calcio che ha consentito al Milan di stabilire il record di partite consecutive senza sconfitta (58) nei maggiori campionati nazionali d’Europa (dal 26 maggio 1991 al 14 marzo 1993, ovvero un anno, 9 mesi e 16 giorni). Lungo il capitolo che lega Franco Baresi alla Nazionale di calcio.
Le ottime prove con la maglia del Milan gli valsero, a soli 20 anni, la convocazione in nazionale maggiore da parte del CT Enzo Bearzot per il campionato d’Europa 1980. Due anni più tardi partecipò anche al vittorioso campionato del mondo 1982, ma in entrambe le competizioni non scese mai in campo in quanto riserva del più esperto Gaetano Scirea. L’esordio in nazionale avvenne il 4 dicembre 1982, a 22 anni, nella partita Italia-Romania (0-0) giocata a Firenze. Insoddisfatto per il modo in cui veniva impiegato, litigò platealmente con Bearzot, precisamente durante il torneo olimpico di Los Angeles 1984, e da quel momento in poi non fu più convocato dal Vecio, saltando il campionato del mondo 1986. Il ritorno di Baresi in nazionale coincise con l’arrivo in panchina del nuovo CT Azeglio Vicini, che ne fece un punto fermo della sua squadra sia agli Europei del 1988 che ai Mondiali di Italia ’90. In entrambi i tornei gli Azzurri si fermarono in semifinale. Con l’arrivo in panchina di Sacchi, già suo mentore al Milan, Baresi prese parte ai Mondiali di Usa ’94 in cui si rese protagonista di una impresa straordinaria: si infortunò al menisco contro la Norvegia, nella seconda partita della fase a gironi.
Dopo soli 25 giorni, contro ogni aspettativa, il capitano azzurro venne recuperato a tempo di record per la finale contro il Brasile. Baresi giocò una partita straordinaria, ma nel decisivo epilogo ai rigori sbagliò il suo tentativo, afflitto dai crampi. Le sue lacrime e quelle di Roberto Baggio sono la fotografia più emblematica di quella storica partita. Il 7 settembre 1994, a 34 anni, disputò la sua ultima partita in nazionale, la gara valida per le qualificazioni al campionato d’Europa 1996 pareggiata per 1-1 contro la Slovenia a Maribor. Chiusa la carriera da calciatore resterà sempre nell’orbita del Milan, prima come dirigente e poi come ambasciatore. Addio Kaiser Franz.
