Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri nell’ambito del contrasto al caro-carburanti vara a sorpresa un provvedimento per abolire il bollo per le auto di piccola e media potenza (fino a 80 kW) e per i motoveicoli, con un’esenzione per un solo veicolo a cittadino, Giorgia Meloni – pur evocando Silvio Berlusconi e il suo taglio dell’Ici – esclude si tratti di una mossa in vista di un possibile voto anticipato e anzi afferma in maniera netta di non voler staccare la spina anzitempo al governo che presiede. Certo, lo slogan affidato ai social (“mentre altri parlano di patrimoniali, noi togliamo una tassa sulla proprietà”) ha un sapore da campagna elettorale. Tuttavia la premier, che torna a presentarsi in conferenza stampa post-Cdm dopo una lunga assenza e con al fianco i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, invita a non interpretare la novità sul fronte fiscale come una mossa che guarda alle urne. “Io sono sempre stata molto chiara: vorrei arrivare alla scadenza della legislatura. Intendo continuare a governare fino a quando avrò questa bella e solida maggioranza che mi accompagna. E mi pare che i miei colleghi siano d’accordo con me”, evidenzia l’inquilina di palazzo Chigi ringraziando i leader di FI e Lega che le siedono vicino “perché abbiamo lavorato davvero molto bene su questo provvedimento”, che permette di “continuare il nostro lavoro di taglio delle tasse”. “Siamo fieri di farlo in continuità” rispetto a quanto fatto “dal centrodestra in altre occasioni”, prosegue Meloni ricordando che “lo schema ricalca quello che un altro governo di centrodestra, del quale tra l’altro io facevo parte, ha utilizzato già per la casa”. Chiaro riferimento all’abolizione dell’Ici sulla prima casa operata quasi venti anni fa (2008) dal quarto governo di Berlusconi, che la annunciò proprio in campagna elettorale.
La “maggioranza solida” su cui fa affidamento Meloni per restare a Chigi sarà adesso chiamata a dare dimostrazione di compattezza già ai primi di ottobre, quando a Montecitorio si tornerà a votare sulla legge elettorale. Un passaggio non privo di incognite, visti i malumori emersi nel centrodestra in occasione della prima lettura, quando l’emendamento sulle preferenze fu clamorosamente bocciato. In vista del nuovo appuntamento in Aula, però, la leader di FdI annuncia in anticipo che il governo porrà la questione di fiducia. “Credo sia un fatto di chiarezza metterla su una legge che ha le preferenze al suo interno”, rimarca Meloni rivendicando la bontà della riforma: “Consentirà ai cittadini il diritto di scegliere la coalizione, il candidato premier, il programma e il parlamentare. E può evitare che possano esserci di nuovo governi costruiti nel Palazzo o governi che non durano il tempo di un anno. Mi pare che sia un passo in avanti del quale beneficeranno tutti”. Nessuno spazio per le modifiche, quindi, neppure sulle firme richieste alle nuove formazioni politiche per la presentazione delle liste. Sul punto l’opposizione continua ad attaccare e a invocare l’intervento del Quirinale, ma in ambienti parlamentari, pur non negando l’attenzione del Colle sull’elevato numero di sottoscrizioni necessarie, si dicono certi che non sussistano profili di palese incostituzionalità. Resta l’incognita, dopo il voto di fiducia, della votazione finale sulla legge su cui le opposizioni quasi certamente chiederanno lo scrutinio segreto sperando nei franchi tiratori.
Inamovibile sembra invece la posizione di Meloni rispetto a Roberto Vannacci e a una possibile futura alleanza col partito del generale che continua a crescere nei sondaggi proprio a scapito della maggioranza. “Mai con Vannacci? Posso dire che ho sentito l’onorevole Vannacci dire che le alleanze si fanno sul rispetto degli impegni presi con i cittadini. Devo segnalare che però parliamo di un partito, Futuro nazionale, che oggi è composto da tutti parlamentari che sono stati eletti nel centrodestra per votare i provvedimenti del centrodestra e rappresentare i cittadini che hanno votato centrodestra, e che oggi si trovano in un partito che vota con l’opposizione contro quei provvedimenti e contro quel programma. E chiaramente quando questo accade una volta può accadere anche la seconda. E per me, voglio anche ricordare, che è sempre molto più importante vincere per governare che vincere per non governare”, il messaggio della premier.
