Esteri

La crisi di Ceuta alimenta la campagna contro l’immigrazione delle destre minando i valori storici dell’Europa

 

 

di Balthazar

 

Quasi 50.000 dei 60.000 giovani marocchini che erano entrati nella enclave spagnola di Ceuta sono tornati in Marocco, ma gli effetti geopolitici permangono di quell’ondata migratoria permangono.

Probabilmente innescata da una sentenza della Corte Suprema spagnola  che consente il pronto reimpatrio dei migranti che violano le barriere di frontiera a Ceuta e  Melilla, exclave spagnola, non si applica a coloro che arrivano via mare. Chi nuota tecnicamente non violerebbe  le barriere di frontiera.

Un capzioso artificio legale, ma la notizia è stata  diffusa artatamente dai media marocchini -istigati da Governo – diffusa sui social media  nel Paese autoritario, spingendo il flusso di nuotatori. Storicamente il Marocco ha sempre contestato la sovranità spagnola su Ceuta e Melilla, a soli 13-14 chilometri dalle sue coste attraverso lo stretto di Gibilterra, ma la stessa ondata del 2021 aveva obiettivi politici dichiarati.

Quella volta il Marocco permise  di guadare  Ceuta per manifestare la sua rabbia contro la Spagna che aveva permesso al leader di Polisario – che da tempo combatte per l’indipendenza del Sahara occidentale – di venire a Madrid per cure mediche, anche se Rabat aveva annesso due terzi di quella colonia spagnola già nel 1975.

Negli ultimi quattro anni Madrid e Rabat hanno stabilizzato I reciproci legami bilaterali. La Spagna sostiene ora il piano di autonomia del Marocco per il Sahara occidentale in cambio del sostegno delle forze dell’ordine marocchine per contenere il flusso di migranti in Spaga, e quindi nell’area Shengen.

Nel 2024, la Spagna ha avviato un programma per legalizzare 900.000 migranti privi di documenti già resideti sul suo territotio – in prevalenza marocchini – decidendo di rilasciare loro   “visti di lavoro”, in considerazione della decrescita demografica del popolo spagnolo e quindi della sua forza lavoro..

Il socialist Sanchez ha cercato di legalizzarel’immigrazione nell’ambito di quello che definisce un approccio sui “diritti umani e le necessitàper il  lavoro” prefedendo programmi di regolarizzazione, cooperazione bilaterale con Rabat e permessi di lavoro più rapidi per i migranti in agricoltura, turismo e assistenza agli anziani.

Secondo le destre la  Spagna è diventata il più grande punto di ingresso dell’UE per la migrazione irregolare, superata – si badi bene  solo  dall’Italia e dalla Grecia che di rimpatri ne fanno ben pochi. Di qui la proposta di Giorgia meloni di estendere a tutta la UE il suo modello Albania per ora non granche efficace,

Secondo le Nazioni Unite che lSpagna ha bisogno di 200.000 migranti netti all’anno per mantenere le dimensioni della sua forza lavoro e per la prima volta nella storia della Spagna, I migranti costituiscono un quinto dei 50 milioni di spagnoli..Il milione e 100mila marocchini costituisce la più grande nazionalità straniera presente nel Paese.

Tuttavia, le reazioni geopolitiche a quanto accaduto sono state immediate a partire da Trump, che ha rivendicato l’efficacia del suo muro al confine con il Messico e le sue politiche di deportazione, sostenendo che l’Europa stava ora affrontando ciò che gli Stati Uniti hanno affrontato nel 2019. “Ieri ho visto la Spagna ieri, e ho visto la catastrofe che ha avuto luogo.Sembra che l’invasione di un paese da parte di centinaia di migliaia di persone,succederà anche qui se esponenti repubblicani non verranno eletti” alle prossime elzioni di midterm.

Per Elon Musk “l’intero bilancio della Spagna sarà distrutto dai migranti illegali” sostenendo che offrire benefici ai migranti creerebbe una “ forzatura” .

Simili le rreazioni delle destre europee  e dei centristi dell’UE che chiedono politiche di immigrazione più severe.

La co-leader di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) Alice Weidel ha affermato in un post su X che “probabilmente la destinazione per la maggior parte di questi migranti sarebbe la Germania che “deve prepararsi a frontiere garantite e a respingimenti rigorosamente applicati”.

Giorgia Meloni ha descritto le scene di Ceuta come la prova che “l’immigrazione illegale incontrollata rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei”, affermando che l’Italia è pronta a prendere “misure straordinarie” per difendere le sue frontiere e la sicurezza dei suoi cittadini, compresa la sospensione dell’area Schengen con la Spagna.

Così come la coalizione di governo di destra in Finlandia ha anche chiesto di escludere la Spagna dalla zona europea senza visti, ma anche il cosiddetti “liberali” europei sono sulla stessa linea. Questo spiega perché sabato, il primo ministro danese Mette Frederiksen, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier italiano Meloni hanno avviato una lettera che è stata firmata da 22 Stati membri, chiedendo un’azione immediata dell’UE.

Anche la leadership britannica evidenziato che le misure operative restrittive del Regno Unito stanno producendo numeri complessivi più bassi, inasprendo le regole attraverso soglie salariali più elevate, divieti di residenza per la maggior parte degli studenti, restrizioni al reclutamento di operatori sanitari all’estero e riduzione dellsovvenzioni di protezione temporanea per i rifugiati.

I crescenti timori in Europa per l’immigrazione incontrollata e illegale corrispondo anche alla paura per una diffusa  “islamizzazione”.

Attualmente ci sono da 5,5 a 6,5 milioni di musulmani in Francia, il che la rende la più grande minoranza musulmana dell’Europa occidentale. Questo gruppo costituisce circa l’8% al 10% della popolazione totale del paese. In Germania la popolazione immigrata  è compresa tra 5,5 e 7 milioni, il che rappresenta circa il 6,5% all’8,5% della popolazione totale. Il gruppo più numeroso è quello turco, risalente al programma di lavoratori ospiti negli anni ’60. La crescita recente proviene da rifugiati e migranti che arrivano da paesi come Siria, Afghanistan e Iraq. Nel Regno Unito è di circa 4 milioni di persone, che costituiscono  il 6,0% al 6,5% della popolazione totale, ma il 66% è arrivato negli anni ’50 e ’60 per colmare la carenza di manodopera del dopoguerra. Il resto è arrivato principalmente da Somalia, Nigeria, Libia, Marocco, Algeria, Afghanistan, Iran, Turchia e Cipro.

In Europa gli immigrati musulmani hanno creato struuture economiche, culturali e politiche per la loro gestione di società non sufficientemente intergrate a causa della sharia, le scuole religiose, le moschee, i veli e gli scontri sui problemi di genere e  LGBTQ.

Eppure, come in Spagna, questi paesi devono anche affrontare una grave carenza di manodopera colmata  dalla immigrazione, mentre in nessun paese europeo i musulmani sono diventati politicamente attivi mettendo in pericolo I valori della popolazione occidentale.

Se vengono visti con sospetto, è a causa dei cambiamenti che hanno apportato alla cultura mainstream e al lavoro demolitorio dei social media complottisti e discriminatori. Per molti elettori di centro-destra e della classe lavoratrice europeacircolano  preoccupazioni per moschee, scuole religiose e i valori coranici.

Questo è il motivo per cui anche i partiti di sinistra come il Labour del Regno Unito e la SPD tedesca stanno ora rafforzando i controlli, rendendosi  conto che se non si affronta l’ansia culturale della gente, si perdono cosensi.

L’episodio di Ceuta ha quindi sollevato due problemi: il primo è quello sulla validità di un modello di immigrazione liberale dell’Europa, se questo modello sopravviverà combinando i mercati del lavoro aperti con confini credibili; l’altro se l’Europa difenderà  ancora la sua  cultura senza disumanizzare le persone. Visto I trend elettorali, anche in Spagna, dubitiamo fortemente che ciò avvenga.

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