Economia e Lavoro

Ex Ilva: sindacati, al governo restano 81 giorni per evitare bomba sociale

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 11-06-2019 Roma Politica Piazza Montecitorio. Presidio dei sindacati contro il DL Sblocca Cantieri Nella foto un momento della manifestazione Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 11-06-2019 Roma (Italy) Politic Piazza Montecitorio. Sit in by labor unions In the pic the sit in

 

“Al governo restano 81 giorni per assumere le decisioni necessarie per evitare una bomba sociale ed un tracollo industriale e ambientale. In questo tempo occorre fare quello che non si è fatto negli ultimi due anni e che da tempo chiediamo, dare una prospettiva industriale, ambientale e sociale all’ex ILVA e all’intero indotto”. Lo affermano in una nota Fim, Fiom e Uil, spiegando che “nel tavolo tecnico odierno tenutosi presso il MIMIT, con la partecipazione dei responsabili del dicastero delle Imprese, del Lavoro, del MASE e degli altri organi governativi assenti i ministri, Fim Fiom Uilm hanno ribadito le proposte e le necessità contenute nel documento denominato “Piano Straordinario Nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex ILVA”. Il documento illustrato da Fim Fiom Uilm “si pone come obiettivi prioritari quelli di un piano industriale che preveda la continuità produttiva degli stabilimenti e rilancio degli impianti di finitura anche acquistando bramme e semiprodotti, l’integrità del gruppo siderurgico, della decarbonizzazione, del risanamento ambientale e delle garanzie occupazionali. Per Fim Fiom Uilm il piano industriale per la decarbonizzazione, da cui ripartire, è quello condiviso fra sindacati, governo e istituzioni nella direzione dell’obiettivo della massima occupazione. In ogni caso, tutti i lavoratori, non solo diretti ma anche di Ilva in AS e dell’indotto, dovranno avere una tutela”. “Occorrono fondi privati e pubblici e, in ragione di quest’ultimi, il ruolo diretto dello Stato a garanzia della realizzazione degli investimenti per l’ambientalizzazione, la decarbonizzazione e la salvaguardia dell’occupazione resta prioritario”, sottolineano. Al piano industriale “occorre aggiungere, come abbiamo chiesto, di definire un piano sociale con misure straordinarie (riconoscimento di benefici previdenziali per lavori usuranti e per l’esposizione all’amianto, esodi incentivati, prepensionamenti, screening sanitari, ecc), che ricomprenda anche i lavoratori di Ilva in AS, AdI e indotto, con ammortizzatore sociale specifico per la fase di transizione che garantisca almeno un reddito dignitoso, per il passaggio dalla produzione di acciaio da altoforno a quello elettrico”. Fim Fiom Uilm, dopo l’incontro odierno e quelli che seguiranno con Federacciai, sistema dell’indotto e istituzioni locali, “si attendono la convocazione a breve del prossimo incontro a Palazzo Chigi per acquisire una proposta complessiva e positivamente risolutiva della vertenza”. Fim Fiom Uilm chiedono che “si faccia tutto il necessario per salvaguardare ambiente, salute, industria, reddito e occupazione. Confermata la mobilitazione permanente”.

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