di Lorenzo Sorrentino
Aprire un profilo sui social media prima dei 14 anni potrebbe incidere negativamente sul rendimento scolastico. A indicarlo è uno studio pubblicato su ‘Nature Human Behaviour’, che ha analizzato gli effetti dell’età di accesso alle piattaforme social sui risultati di apprendimento degli studenti lungo l’intero percorso scolastico. La ricerca, condotta dalle università di Milano-Bicocca e Brescia insieme al centro Studi Socialis e all’associazione Sloworking, ha coinvolto 5.227 studenti delle scuole superiori della Lombardia. Gli studiosi hanno incrociato le risposte degli studenti a un questionario sulle loro abitudini digitali con i risultati ottenuti nelle prove Invalsi di italiano, inglese e matematica. Il gruppo di ricerca ha quindi confrontato gli studenti che avevano aperto il primo account social in prima, seconda o terza media con quelli che avevano aspettato la prima superiore o gli anni successivi, quindi dopo il compimento dei 14 anni.
I risultati, spiegano gli autori, mostrano “prove convincenti” di un legame tra accesso precoce ai social media e peggiori risultati scolastici. Una parte rilevante di questo effetto negativo, secondo lo studio, sarebbe legata all’uso intenso dello smartphone nei momenti chiave della giornata. Nel campione analizzato, inoltre, l’età in cui più spesso si riceve uno smartphone è la prima media: il 47% degli studenti lo ottiene proprio durante quell’anno scolastico. Alla fine della terza media, invece, il 98% possiede già un dispositivo. Anche l’ingresso sui social avviene spesso molto prima dei 14 anni. L’11,2% degli studenti dichiara di aver aperto un profilo già durante la scuola primaria, il 29,5% in prima media, il 25% in seconda e il 18% in terza. Solo il 16,3% aspetta la prima superiore.
Lo studio si inserisce in un dibattito sempre più acceso sugli effetti dell’uso precoce delle tecnologie digitali, che sta portando molti Paesi a riflettere sulla possibilità di vietare l’uso dei social ai minori di 14 anni. Ricerche precedenti hanno già associato un utilizzo intenso dei social a una peggiore qualità del sonno, a una riduzione della capacità di concentrazione e a un minor benessere psicologico. La ricerca ipotizza inoltre che una maggiore durata dell’esposizione alle piattaforme digitali possa amplificare nel tempo gli effetti negativi, soprattutto durante la preadolescenza, una fase considerata particolarmente delicata per lo sviluppo.
(*) La Presse
