di Orietta Migliori
Sull’ex Ilva “abbiamo subito convocato le principali imprese siderurgiche italiane, abbiamo ottenuto una risposta importante e significativa. Ci sono le condizioni per valutare la possibilità di realizzare una cordata italiana, promossa dal sistema industriale, per fare una proposta che consenta il salvataggio e il rilancio della produzione siderurgica a Taranto e negli stabilimenti dell’ex Ilva”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, risponde a una interrogazione sulla Ex Ilva alla Camera dei Deputati. “Siamo determinati a preservare” l’ ex Ilva, “lo stabilimento e i lavoratori di questa importante industria italiana”. “Come ha detto il presidente Orsini e confermato il presidente di Federacciai Gozzi, a seguito del tavolo odierno presso il Mimit giudicato da loro serio e proficuo, ci sono le condizioni per valutare la possibilità di realizzare un’accordata italiana promossa dal sistema industriale italiano per fare una sua proposta che consenta il salvataggio e il rilancio della produzione siderurgica a Taranto e negli stabilimenti dell’Ilva”, ha spiegato Urso. “Questo, ove fosse possibile, si aggiungerà la proposta che Jindal ha deciso di aggiornare tenendo conto della decisione della Corte di Appello che è stata ovviamente pubblicata nella data room della procedura negoziale secondo le regole internazionali”, ha aggiunto.
Creare condizioni per salvaguardia lavoratori, anche di indotto
“Bisogna creare le condizioni perché tutti i lavoratori del perimetro ex Ilva e delle aziende dell’indotto siano slavaguardati. Accanto alla costanza nel perseguire una soluzione industriale siderurgica- non siamo disposti a mollare- occorre nel contempo preparare le condizioni perché tutti i lavoratori siano salvaguardati e quando dico tutti dico tutti i lavoratori del perimetro dell’Ilva e anche quelli delle aziende dell’indotto che sono le prime a pagare il costo della decisione della Corte di Appello che impone la chiusura del dell’altoforno entro 90 giorni, da oggi 80 giorni perché quelle imprese dell’indotto lavoravano proprio nella manutenzione degli altiforni”, ha spiegato Urso.
Disinnescare bomba sociale, decisione Corte sarà applicata
“Dobbiamo disinnescare la bomba sociale, così è stata definita dai sindacati, innescata dalla decisione della Corte d’appello, una bomba sociale produttiva, occupazionale che ha come risultato quella della desertificazione industriale di Taranto”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, risponde a una interrogazione sulla Ex Ilva alla Camera dei Deputati. I commissari dell’ex Ilva – ha aggiunto – “intendono applicare la sentenza di chiusura” della Corte d’Appello di Milano.
Altoforni area a caldo non potranno più essere riattivati
“La notizia della decisione della Corte di Appello che ci è giunta proprio nelle ore in cui avevamo convocato i sindacati per delineare il progetto industriale del nuovo acquirente ha cambiato tutto imponendo ai commissari di programmare la chiusura degli altiforni entro 90 giorni, perché quello che ha chiesto è tecnicamente impossibile da realizzare. Abbiamo subito, ovviamente, convocato stamattina le principali imprese siderurgiche italiane Confindustria e Federmeccanica alle quali ho ovviamente presentato lo stato della situazione e abbiamo ottenuto una risposta particolarmente importante e significativa”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, risponde a una interrogazione sulla Ex Ilva alla Camera dei Deputati. “Una cosa è certa: gli altoforni dell’area a caldo non potranno più essere riattivati”, ha aggiunto.
A tavolo Taranto presentati 17 progetti investimenti per 2 mld
“Abbiamo convocato il tavolo Taranto dove sono stati presentati oltre 17 progetti per investimenti complessivi di oltre 2 miliardi con una diversificazione settoriale su almeno otto settori con una prospettiva occupazionale di grande rilevanza. Inoltre- ha aggiunto Urso -in quella sede Invitalia ha comunicato che sono stati approvati negli ultimi 4 anni sei contratti di sviluppo che sono in fase di attuazione per un totale di 509 milioni di euro di investimenti e una previsione di circa 2657 occupati. Sono inoltre in fase avanzata di valutazione altri tre contratti di sviluppo entro l’autunno saranno definiti con richieste di agevolazioni per circa 150 milioni di euro e altri 815 nuovi posti di lavoro. Sul fronte della ZES unica nella provincia di Taranto sono stati rilasciate 46 autorizzazioni uniche per 432,7 milioni di euro di investimenti e 1737 occupati previsti nei prossimi mesi. Nel solo comune di Taranto sono previsti investimenti 20 autorizzazioni corrispondenti a 157,6 milioni di euro di investimenti e 1068 occupati”.
