di Proto Casciani
“I grandi della Terra e i potenti del mondo” cercano “visibilità e sovrastano gli altri”, l’esempio di Gesù, invece, è quello di servire e il suo desiderio “per la Chiesa è chiaro: si tratta di diventare il suo corpo e manifestare la sua vita, di seguire il suo esempio ed esercitare un diverso tipo di forza, che non umilia, ma solleva”. Così Papa Leone XIV incontrando i giovani ad Assisi. Prevost ha poi sottolineato l’esempio di san Francesco che, nella sua vita, ha seguito l’esempio di Dio secondo la regola: “Non dominare, ma servire; non afferrare, ma ricevere; non trattenere, ma restituire”.
Vincere la rassegnazione e la paura
Non essere spettatori del mondo, ma essere impegnati a “interpretare il nostro tempo e a prendere decisioni” seguendo Gesù. “Siamo qui per vincere la rassegnazione e la paura, per sciogliere i dubbi che trattengono anche noi, come trattenevano gli apostoli. Gesù ci chiama a dialogare con la sua storia, per scrivere nuove pagine di storia”.
Oggi città piene di muri invisibili che separano gli uni dagli altri
Oggi le nostre città sono “piene di muri invisibili che separano gli uni dagli altri”. Il Papa ha poi sottolineato che però “discriminazioni e diseguaglianze possono finire subito, appena ci riconosciamo fratelli e sorelle”.
Oggi c’è lettura confusa della libertà, scegliere è atto rivoluzionario
Oggi c’è “una lettura a volte confusa della libertà, ci illudiamo che la vita non si risolva mai una volta per tutte, perché il contesto che abitiamo muta rapidamente e cambiamo parecchio anche noi. Con ciò, però, aumentano anche la paura e la possibilità di perdersi. In questo contesto, il coraggio di compiere una scelta definitiva è forse l’atto più rivoluzionario”.
Tecnologia disabitua all’incontro, testimoniare bellezza di stare insieme
Testimoniare la bellezza dello stare insieme “specialmente in un tempo in cui la tecnologia disabitua a stare insieme, fra persone in carne ed ossa”. Così il Papa ha poi risposto a una ragazza croata nel corso dell’incontro con i giovani. Nella sua risposta il Papa non ha mancato di richiamare l’importanza di lavorare per la pace: Ai cristiani sarà sempre più chiesto di diventare operatori di pace all’interno di società tentate di strumentalizzare la religione nella contrapposizione delle identità”, ha detto il Papa che è stato accolto dall’entusiamo dei giovani presenti. Nella sua risposta il Papa ha poi invitato: “Da San Francesco, però, imparate la radicalità evangelica, che è l’opposto del fondamentalismo: non rende ciechi e violenti, ma sensibili, attenti, sempre alla sequela di Gesù e quindi umili, accoglienti verso tutti. Non è facile, ma dà molta gioia”.
