Ha risposto alle domande del gip e del pubblico ministero la commissaria Ilenja Sabato, la più alta in grado fra i cinque agenti della polizia locale di Milano arrestati per peculato e falso. L’interrogatorio di garanzia si è svolto nel carcere di San Vittore davanti al gip Elio Sparacino. “Non sono stati sottratti i soldi – ha spiegato Susanna Rita Marangoni, legale della commissaria, all’uscita dal carcere – La nostra assistita ha risposto alle domande, ha chiarito la propria posizione e per ora attendiamo. I fatti sono stati ricostruiti dal commissario Sabato correttamente”. L’accusa contesta la sottrazione di 1.400 euro a un uomo arrestato per droga il 16 luglio e la falsificazione dei verbali. La difesa ha annunciato che chiederà una misura alternativa al carcere. “Aspettiamo l’ordinanza. Il gip non ha dato una tempistica, speriamo il prima possibile, confidiamo che già domani arrivino le ordinanze”, ha concluso Marangoni.
Difesa degli agenti arrestati, piena fiducia nella giustizia
“È doveroso ricordare che le contestazioni formulate costituiscono, allo stato, ipotesi sottoposte al vaglio dell’Autorità Giudiziaria e che ogni persona coinvolta deve essere presunta non colpevole sino a un’eventuale condanna definitiva”. A dirlo sono gli avvocati Giovanni Briola e Susanna Rita Marangoni, difensori di tre dei cinque agenti della polizia locale di Milano arrestati per peculato e falso, in un comunicato distribuito ai giornalisti in attesa davanti al carcere di San Vittore. Nel pomeriggio sono atteso gli interrogatori di garanzia davanti al gip Elio Sparacino. “Le indagini attualmente in corso riguardano alcuni agenti di polizia coinvolti in un procedimento relativo a ipotesi di gravi reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni – hanno proseguito i legali – Si tratta, pertanto, di una vicenda particolarmente delicata”. Per la difesa eventuali dichiarazioni in questa fase rischierebbero di alimentare “ricostruzioni parziali e, come tali, non rispettose della complessità dei fatti e delle garanzie spettanti a tutte le persone coinvolte”. I due avvocati hanno annunciato che continueranno a operare “con riservatezza e piena fiducia nella giustizia”, perché i fatti trovino “il loro naturale e completo accertamento nell’ambito del procedimento, senza anticipazioni di giudizio né indebite rappresentazioni di colpevolezza”. Nell’ultimo passaggio il comunicato ha rivolto un invito agli operatori dell’informazione, ai quali i difensori hanno chiesto un esercizio del diritto di cronaca improntato a “misura, correttezza, decoro e umanità”, nel rispetto della dignità delle persone coinvolte e del principio di non colpevolezza.
Uno degli agenti arrestati respinge le accuse davanti al gip
“Il mio assistito ha risposto alle domande sia del gip sia del pubblico ministero, dichiarando la propria posizione”. Così l’avvocato Pietro Stimolo, difensore di uno dei cinque agenti della polizia locale di Milano arrestati per peculato e falso, parlando con i cronisti all’uscita dal carcere di San Vittore dopo l’interrogatorio di garanzia. L’agente ha respinto ogni accusa. “Siamo fiduciosi che possa esserci una riforma della misura cautelare in atto, così come richiesto, ovvero la revoca o, in subordine, i domiciliari”, ha proseguito Stimolo. La contestazione a carico del suo assistito si limita a un solo episodio, quello del 16 luglio, ossia la sottrazione di 1.400 euro a un uomo arrestato per droga. “Ha fornito la sua versione rispondendo a tutte le domande poste dal gip e dal pubblico ministero, ribadendo di non aver avuto tornaconti personali”, ha aggiunto il legale. Gli interrogatori si sono svolti nel pomeriggio davanti al gip Elio Sparacino. L’inchiesta è condotta dal pm Giovanni Tarzia. “Ora lasciamo fare il proprio lavoro alla magistratura e a noi avvocati, poi saremo più sereni anche nel prosieguo”, ha concluso il legale.
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