I prezzi dei carburanti non solo tornano ai valori del 4 agosto, quando il governo ha prorogato il taglio delle accise, ma addirittura quelli della benzina superano sia in autostrada che sulla rete ordinaria i livelli del 27 luglio, prima del varo dello sconto fiscale, che come noto ha interessato solo il gasolio. Lo sottolinea il Condacons, in una elaborazione messa a disposizione di LaPresse. Dal confronto tra i prezzi dei carburanti del 27 luglio, prima del taglio delle accise, e quelli rilevati il 18 agosto emerge che sulla rete ordinaria, la benzina è passata da 1,982 a 1,994 euro al litro, con un aumento di 1,2 centesimi, per un pieno, questo si traduce in una maggiore spesa di circa 0,6 euro. Il gasolio, invece, è sceso da 2,185 a 2,099 euro al litro, con una riduzione di 8,6 centesimi e un risparmio di circa 4,3 euro a pieno. Tuttavia, rispetto a quanto sarebbe stato possibile risparmiare con uno sconto di 17 centesimi al litro, la spesa per un pieno risulta ancora superiore di circa 4,2 euro. Anche in autostrada la benzina registra un aumento: da 2,071 a 2,073 euro al litro, pari a 0,2 centesimi in più e a una maggiore spesa di circa 0,1 euro per un pieno. Per il gasolio, invece, il prezzo scende da 2,255 a 2,173 euro al litro, con una diminuzione di 8,2 centesimi e un risparmio di circa 4,1 euro a pieno. Anche in questo caso, però, il risparmio resta inferiore a quello che si sarebbe ottenuto con un taglio di 17 centesimi al litro: la differenza di spesa è infatti di circa 4,4 euro per un pieno. “I prezzi alla pompa sono tornati su livelli di piena emergenza: chi viaggia a benzina paga oggi più di prima che il governo intervenisse, mentre sul gasolio la riduzione effettiva dei listini è pari a circa la metà dello sconto fiscale – afferma il Codacons – È quindi indispensabile non solo prorogare il taglio delle accise, ma anche estenderlo alla benzina. Senza un intervento, il grande controesodo estivo rischia di rimanere scoperto proprio quando milioni di italiani si sposteranno in auto, con il pericolo di una nuova stangata sui rifornimenti”. Anche in autostrada la benzina registra un aumento: da 2,071 a 2,073 euro al litro, pari a 0,2 centesimi in più e a una maggiore spesa di circa 0,1 euro per un pieno. Per il gasolio, invece, il prezzo scende da 2,255 a 2,173 euro al litro, con una diminuzione di 8,2 centesimi e un risparmio di circa 4,1 euro a pieno. Anche in questo caso, però, il risparmio resta inferiore a quello che si sarebbe ottenuto con un taglio di 17 centesimi al litro: la differenza di spesa è infatti di circa 4,4 euro per un pieno. “I prezzi alla pompa sono tornati su livelli di piena emergenza: chi viaggia a benzina paga oggi più di prima che il governo intervenisse, mentre sul gasolio la riduzione effettiva dei listini è pari a circa la metà dello sconto fiscale – afferma il Codacons – È quindi indispensabile non solo prorogare il taglio delle accise, ma anche estenderlo alla benzina. Senza un intervento, il grande controesodo estivo rischia di rimanere scoperto proprio quando milioni di italiani si sposteranno in auto, con il pericolo di una nuova stangata sui rifornimenti”.
