Esteri

Chi pagherà il riarmo? Il nodo del finanziamento europeo e il caso Italia sul programma SAFE

di Balthazar

 

La discussione sul finanziamento del riarmo in Europa e in Italia ruota attorno a un punto centrale: la natura delle risorse finanziarie impiegate. Il denaro ottenuto tramite strumenti sovranazionali – o prestiti – non rappresenta un trasferimento a fondo perduto, ma un debito che inciderà direttamente sui bilanci statali futuri.

Nel maggio 2025, il Consiglio dell’UE ha introdotto il meccanismo SAFE  – con un limite globale di 150 miliardi di euro – che consente alla Commissione europea di indebitarsi sui mercati finanziari per poi concedere prestiti rimborsabili agli Stati membri.

 

Questi prestiti sono destinati agli acquisti congiunti per la difesa. Per un Paese ad alto debito pubblico come l’Italia  – pari al 138,9% del PIL nel primo trimestre 2026 – l’accesso alle risorse SAFE permette di beneficiare del rating creditizio dell’Unione , ottenendo tassi di interesse più favorevoli rispetto all’emissione diretta di titoli di Stato.
Tuttavia, il percorso contabile e politico dell’adesione italiana rimane privo di conferme documentali definitive.

A fine luglio 2026, il governo italiano ha notificato l’intenzione di opzionare la quota massima teorica spettante all’Italia, di 14,9 miliardi di euro, che costituiscono il limite contabile di prenotazione (una “riserva”), ma non un’erogazione effettiva o una spesa già deliberata.

Successivamente la richiesta formale si sarebbe  ridotta a circa 8-8,9 miliardi di euro. La mancanza di pubblicazione dei dettagli contrattuali lascia aperto il dibattito sulla cifra reale che verrà impegnata.

Il Ministero della Difesa Crosetto sostiene che i fondi SAFE non aumenteranno la spesa militare complessiva, ma sostituiranno le fonti di finanziamento per progetti d’armamento già programmati a bilancio.

 

Al contrario, l’opposizione e altri ambienti economico finaziati,  evidenziano come l’assunzione di nuovo debito rischia di ridurre i margini di finanziamento per la spesa sociale, la sanità e le infrastrutture.

Sul piano industriale, le risorse del SAFE in Italia sono correlate a grandi programmi di ammodernamento dei mezzi terrestri (come i veicoli Lynx e i carri Panther previsti dalla cooperazione tra Leonardo e Rheinmetall), ma .la ripartizione finale dei prestiti per singolo contratto non è stata ancora formalizzata.

​La Germania ha  aumentato la spesa militare estendendo la capacità di indebitamento (attraverso fondi speciali), senza tagliare direttamente le voci di spesa corrente civile, Ha solo spostato spostando l’onere sui bilanci e sugli interessi futuri. In Francia: Il confronto politico riguarda l’aumento delle spese militari fino al 2030 e la sovranità nell’emissione del debito, rispetto ai meccanismi comunitari.

I 14,9 miliardi di euro prenotati dall’Italia (o gli 8-8,9 miliardi ipotizzati) costituiscono una potenziale linea di credito rimborsabile. Fino alla definizione e pubblicazione degli accordi di prestito, dei tassi d’interesse applicati e delle singole voci di bilancio sostituite o integrate, la controversia contabile e politica sul reale impatto economico del SAFE rimane aperta.

Related posts

Donald Trump abolisce l’Endangerment finding

Redazione Ore 12

L’addestramento polacco-lituano nel corridoio di Suwalki è un biglietto per la guerra

Redazione Ore 12

Afghanistan, il Presidente Ghani lascerà l’incarico nelle prossime ore

Redazione Ore 12