Nel 2025 gli espatri sono stati 109mila, il 22,7% in meno rispetto al 2024. È quanto rileva l’Istat nella fotografia degli italiani all’estero. Il calo va letto alla luce dell’eccezionale numero di iscrizioni all’Aire registrato nel 2024, in seguito all’introduzione di norme più stringenti in materia. La nuova normativa ha determinato una forte concentrazione delle registrazioni nel 2024, amplificando di conseguenza la riduzione osservata nel confronto con il 2025. I rimpatri, pari a circa 56mila, diminuiscono invece del 3,4%. Il saldo migratorio con l’estero resta quindi positivo (per gli italiani residenti all’estero, che in virtù di tale posta vedono aumentato il loro contingente) e si attesta a circa 53mila unità, quasi 30mila in meno rispetto al 2024. La maggior parte degli espatriati si dirige verso l’Europa: il 75,5% del totale, pari a circa 82mila persone. In particolare, 68mila trasferimenti hanno come destinazione un Paese dell’Ue; al netto dei 31mila rimpatri provenienti dalla stessa area, il saldo migratorio degli italiani residenti nell’Unione risulta positivo per circa 37mila unità. Nel 2025 le principali destinazioni degli espatri sono state la Spagna e la Germania con rispettivamente circa 13mila movimenti. Segue la Svizzera con 12mila, il Regno Unito con 11mila e la Francia con 9mila. Nel complesso questi cinque Paesi accolgono il 53,3% degli italiani espatriati. Tra le destinazioni extraeuropee emergono gli Stati Uniti, con il 5,7% degli espatri, e il Brasile, con il 2,9%. I flussi verso quest’ultimo Paese risultano in forte calo, anche per effetto della recente revisione della disciplina della cittadinanza italiana iure sanguinis. Al 1° gennaio 2025 gli italiani iscritti all’AirE sono 6,4 milioni. La distribuzione per regione Aire di iscrizione conferma il forte peso storico dell’emigrazione dal Mezzogiorno, che raccoglie il 45,0% del totale degli italiani residenti all’estero. In particolare, il Sud incide per il 29,8% e le Isole per il 15,2%. Il Nord rappresenta il 39,3% degli italiani residenti all’estero, mentre il Centro si attesta al 15,7%. La Sicilia è la prima regione per numero di italiani iscritti all’Aire, con 842mila individui, pari al 13,1% del totale nazionale. Seguono la Lombardia, con 692mila iscritti e una quota del 10,8%, il Veneto con 617mila, pari al 9,6%, e la Campania con 584mila, pari al 9,1%. Tra le regioni con valori più elevati figurano anche il Lazio, con 522mila iscritti, e la Calabria, con 464mila. Nel complesso queste sei regioni d’iscrizione raccolgono oltre la metà degli italiani residenti all’estero.
Oltre 6,6 mln italiani residenti all’estero, solo 1 su 3 nato in Italia
Sono oltre 6,6 milioni gli italiani residenti all’estero. La crescita è trainata dalle acquisizioni di cittadinanza, lo scorso anno sono state 127mila quelle ottenute all’estero, mentre solo il 30,3% è nato in Italia. Questa la fotografia dell’Istat sugli italiani all’estero. Al 31 dicembre 2025, spiega l’Istituto di statistica, gli italiani residenti all’estero sono 6 milioni e 604mila (stima preliminare), circa 183mila in più rispetto all’inizio dell’anno. La crescita prosegue a un ritmo più contenuto rispetto al 2024: +2,8% contro +4,6%. Oltre la metà della popolazione italiana residente all’estero vive in Europa: il 34,4% nei paesi dell’Ue e il 18,7% negli altri Paesi europei. Una quota altrettanto rilevante (34,3%) risiede in America centro-meridionale, dove l’elevata presenza della collettività italiana è legata anche alle acquisizioni della cittadinanza iure sanguinis da parte dei discendenti degli emigrati italiani.
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