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Censis: cambia sessualità italiani tra social, porno e rapporti a tre

di Lorenzo Sorrentino (*)

Si alza l’età della prima volta a letto per i maschi, mentre si abbassa per le femmine: se nel 2000 aveva avuto il primo rapporto sessuale entro i 18 anni il 46,7% dei ragazzi, nel 2025 il dato è sceso al 29,4%. Al contrario, tra le ragazze la quota sale dal 29,3% al 35,8%. Dopo un quarto di secolo dall’ultimo report, il Censis torna a raccontare con i numeri il rapporto degli italiani col sesso. ‘Il piacere degli italiani. Come cambiano i costumi sessuali’ è stato presentato oggi a Roma da Giorgio De Rita, segretario generale del Censis e da Sara Lena, ricercatrice dell’area consumi, mercati e welfare dell’istituto. L’indagine ha coinvolto un campione rappresentativo di mille italiani tra i 18 e i 60 anni. In aumento il numero complessivo dei partner: nel 2000 le donne che ne avevano avuto solo uno rappresentavano il 59,6% del campione, nel 2025 appena il 27,6%. Il 32% aveva avuto tra i 2 e i 5 partner, percentuale che oggi sale al 46,8%. Tra i maschi a inizio millennio aveva avuto un solo partner il 24,9%, oggi questa quota scende al 15,2%; 2-5 erano i partner dichiarati dal 42,3% dei maschi nel 2000, contro il 46% nel 2025; 6 e più partner per il 32,8% nel 2020 e per il 33,7% nel 2025.

 

Cresce anche la percentuale di uomini e donne che sperimentano rapporti a tre o più persone. Nel 2000 aveva fatto sesso a tre almeno una volta appena lo 0,7% delle donne e il 3,2% degli uomini. Oggi la quota si attesta al 6,8% per le femmine e al 20,1% per i maschi. Un dato che lascerebbe supporre una maggiore instabilità nelle relazioni. Invece l’80,4% degli italiani ha rapporti sessuali esclusivamente con il partner con cui ha una relazione stabile di coppia, il 12% solo con le persone che frequenta in modo occasionale e il 6,2% con le persone con cui ha una relazione sessuale stabile e con altri partner occasionali. Gli ultimi venticinque anni hanno visto l’exploit di Facebook e poi delle altre piattaforme, che hanno stravolto il modo in cui intendiamo la socialità. Inevitabile che Meta & co. avessero un impatto anche sulla sessualità. Il 32,5% degli italiani tra i 18 e i 60 anni dichiara di aver conosciuto partner sessuali tramite social media. A ricevere immagini pornografiche è il 37% dei 18-34enni, il 32,2% dei 35-44enni e il 26,9% delle persone tra i 45 e i 60 anni. La masturbazione a distanza col partner è invece praticata dal 28,3% dei 18-34enni, dal 23,8% dei 35-44enni e dal 14,5% dei 45-60enni. Scattare foto o girare video durante il rapporto sessuale? Lo fa il 15,9% dei 18-34enni, il 17,9% degli appartenenti alla fascia d’età tra i 35 e i 44 anni e l’11,6% dei 45-60enni. Guarda porno da solo il 76,6% degli uomini e il 41,5% delle donne. Lo guarda invece in coppia il 26% del campione: il 27,3% dei maschi e il 24,6% delle donne.

 

Per il 3,4% degli intervistati, il rapporto sessuale non dura più di 5 minuti. Più consistente la fascia 6-15 minuti, che include il 35,5% del campione. Quasi la metà – 44% – dichiara di durare a letto tra i 16 e i 30 minuti. Va oltre la mezz’ora solo il 17,1%. Ma ogni quanto facciamo sesso? Il Censis individua sei diverse categorie. Gli astinenti rappresentano l’8,5% del campione. Gli occasionali sono il 7,1%: fanno sesso una volta ogni 5 o 6 mesi. I saltuari – una volta ogni 1-4 mesi – sono il 21,9%. Fa sesso una volta a settimana il 27,3%: sono i regolari. Gli attivi – due o tre volte a settimana – sono il 29,9%. Infine i performanti, che hanno un rapporto sessuale al giorno: sono il 5,3%. Il 66,1% degli italiani ritiene sempre possibile comprendere quando una donna non desidera un rapporto sessuale. Ne sono convinti il 60,6% degli uomini e il 71,7% delle donne; il 60% dei 18-34enni, il 69,5% dei 35-44enni e il 68,8% dei 45-60enni. Il 47% degli italiani, però, concorda con l’idea che indossare determinati abiti o adottare taluni comportamenti come l’uso di droghe o l’eccessiva assunzione di alcol espongano le donne al rischio di subire violenza sessuale. Lo pensa il 39,2% dei 18-34enni, il 46,8% dei 35-44enni, il 52,6% dei 45-60enni, il 47,1% dei maschi e il 46,9% delle femmine.

(*) La Presse

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