Ci sono possibilità di avviare negoziati di pace costruttivi per una soluzione del conflitto in Ucraina. L’apparente apertura di Vladimir Putin, dalla sessione plenaria del Forum economico orientale (Wef) di Vladivostock, è stata subito seguita da alcune puntualizzazioni.
“Ci sono possibilità? A mio avviso sì, ci sono”, ha affermato in un’apparente apertura, rispondendo a una domanda sulla possibilità che rimanga una prospettiva, anche minima, di negoziati pacifici e costruttivi sull’Ucraina. Tuttavia – ha aggiunto il presidente russo – le minacce rivolte da Kiev ai voli civili che sorvolano la Russia complicano le possibilità di negoziati di pace bilaterali. Il riferimento è al fatto che il 1° settembre Volodymyr Zelensky ha avvertito le compagnie aeree che lo spazio aereo russo “sarà di fatto chiuso” a causa dei droni ucraini. “È dalla Russia che sono arrivati i primi missili e i primi droni, e hanno attraversato il confine del nostro Paese partendo dallo spazio aereo russo. Questa escalation non può e non rimarrà confinata al territorio ucraino”, è l’avvertimento che aveva lanciato il leader di Kiev. Sul ruolo degli Usa, Putin dice che i contatti con l’amministrazione Trump proseguono e che nel suo omologo americano vede un atteggiamento positivo verso un lavoro costruttivo. E qualche ora dopo il discorso di Putin, Zelensky ha annunciato che gli inviati del presidente Usa Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, saranno a Kiev nei prossimi giorni e andranno anche in Russia.
Gli sviluppi sul piano negoziale giungono mentre la tensione è alta fra Russia e Unione europea dopo che Berlino ha accusato Mosca di un tentato attacco con un drone all’aeroporto di Lipsia/Halle, l’annuncio della ritorsione russa è giunto dal ministro degli Esteri Sergey Lavrov. Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, parlando sempre al Wef ha annunciato che la Russia chiuderà le sedi del Goethe-Institut a Mosca, San Pietroburgo e Ekaterinburg in risposta alla chiusura della Casa Russa a Berlino da parte delle autorità tedesche.
Un nuovo tassello nelle scintille fra Mosca e i Paesi europei che stanno aiutando l’Ucraina a resistere all’invasione lanciata dal Cremlino a febbraio del 2022. Per il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il cancelliere tedesco Friedrich Merz starebbe cercando di guadagnare consensi in Germania attraverso passi che considera “quasi duri” nei confronti della Russia, ma lo farebbe in modo “estremamente goffo”. “Con passi che a lui sembrano quasi duri, cerca di guadagnare qualche punto sul piano interno. Ma ci riesce in modo estremamente goffo, perché finora tutti quelli che negli ultimi anni hanno fatto esplodere qualcosa di tedesco erano ucraini, che gli stessi tedeschi hanno arrestato”, ha dichiarato Peskov all’emittente Vesti. “Hanno forse chiuso anche un solo consolato generale dell’Ucraina sul loro territorio, mentre è in corso un processo? Non lo hanno fatto”, ha aggiunto. Mentre nello stesso giorno due persone, entrambi cittadini bulgari, sono state arrestate a Monaco di Baviera dopo il lancio di due ordigni incendiari contro un cantiere della Rohde & Schwarz, azienda tedesca attiva nel settore tecnologico e della difesa.
Putin ha definito “una manifestazione di terrorismo di Stato” i sequestri e gli attacchi contro navi civili e commerciali, così come le minacce di colpire aerei civili e ha aggiunto che gli alleati dell’Ucraina sono “complici del terrorismo internazionale” rimanendo in silenzio su tali questioni. Parole pronunciate nel giorno in cui le autorità norvegesi hanno sequestrato una nave russa nell’arcipelago artico delle Svalbard, su richiesta della società energetica statale ucraina Naftogaz, nell’ambito delle iniziative internazionali per ottenere il pagamento di un risarcimento arbitrale da 4,22 miliardi di dollari. Il provvedimento riguarda la ‘Professor Molchanov’, una nave utilizzata per crociere commerciali ed escursioni, anche alle Svalbard.
In Danimarca gli 007 hanno lanciato un allarme dicendosi convinti che l’intelligence russa stia preparando attivamente operazioni di sabotaggio contro aziende dell’industria della difesa. I servizi hanno rilevato segnali di una pianificazione specifica da parte di Mosca per condurre sabotaggi. E la Polonia ha convocato l’ambasciatore russo a Varsavia, Georgy Mikhno, in relazione a recenti atti di sabotaggio in Polonia e Germania.
Intanto in Estonia il ministro della Difesa, Hanno Pevkur, ha annunciato le proprie dimissioni dopo le accuse di irregolarità nella gestione delle risorse del dicastero e uno scandalo legato a una fornitura di munizioni destinate all’Ucraina mai consegnate. Come riporta Politico, Pevkur, in carica dal 2022, ha deciso di lasciare l’incarico dopo l’emergere di notizie su un contratto da 70 milioni di euro per proiettili d’artiglieria assegnato dal ministero a una società registrata in Italia e controllata da un’azienda indiana che, secondo le ricostruzioni, non aveva precedenti nella vendita di munizioni. Il contratto per l’approvvigionamento di munizioni, finanziato dallo Strumento europeo per la pace dell’Ue, è stato aggiudicato nel 2024 alla società Datasel S.R.L., registrata in Italia e di proprietà dell’azienda indiana Neco Defence Munitions. Dopo la mancata consegna dei proiettili, l’Estonia ha portato il caso davanti alla Corte europea di arbitrato. “Devo assumermi oggi la responsabilità politica per l’intero settore della difesa e passare il testimone del ministro della Difesa al primo ministro al momento opportuno”, ha dichiarato Pevkur, le cui dimissioni arrivano dopo che lo scorso mese la Corte dei conti estone aveva rilevato “seri problemi” nell’utilizzo dei fondi e nella contabilizzazione dei beni del ministero della Difesa.
