“Sono assolutamente convinto di aver fatto le cose che si potevano fare. Certo i sogni sono belli, la realtà è un’altra. In mezzo a guerre commerciali, guerre militari, problemi di ogni tipo, ho detto che la barca ha galleggiato, no la barca è in acque sicure. Siamo rispettati dai mercati, e se siamo rimasti al governo tutto questo tempo forse è anche perché nessuno ha pensato che siamo inaffidabili sotto il profilo finanziario. La storia di questo Paese ci ha insegnato che possono accadere cose spiacevoli se uno non è rispettato e affidabile per i mercati”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti (nella foto), in videocollegamento con il Festival di Open. “Non sarà una manovra conservativa”, ha precisato Giorgetti, rispondendo a una domanda in merito, “per quanto riguarda gli investimenti noi abbiamo adottato il criterio dell’iperammortamento su base pluriennale, che è uno strumento potentissimo e dà certezza agli imprenditori. Certo, c’è ancora molto da fare sullo snellimento burocratico. È stato fatto molto con la Zes per il Mezzogiorno, credo si possa fare ancora di più”.
Parte copertura bollo risparmi Pnrr che non potevano essere ricollocati
“Una parte di questi 2,3 miliardi sono esattamente il Pnrr non utilizzato, risparmi che non potevano essere ricollocati perché come noto è scaduto il termine per poterli ricollocare”. Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, rispondendo, a margine dell’Ecofin a Dublino, a una domanda sulle coperture per l’abolizione del bollo auto del 2027, precisando che “buona parte dei fondi del Pnrr non sono gratis, sono pagati dal bilancio dello stato. Sulle somme non utilizzate dei loans” (la parte a prestito del Pnrr) “si liberano degli spazi di bilancio. Sono economie rispetto che progetti che sono stati realizzati e su cui sono rimasti risparmi, mica risorse del Pnrr o europee. Sono risorse nazionali, è una normale copertura, come tutte le coperture sul bilancio nazionale”.
Energia, avevamo intuito disastro, credo Ue aperta su spazio flessibilità
Sulla flessibilità sull’energia “noi abbiamo ottenuto questo miracolosamente perché ci siamo mossi come Italia e pochissimi altri Paesi, intuendo il disastro che si stava profilando sotto questo aspetto. Abbiamo mandato la lettera per la deroga la patto, l’ammontare massimo è lo 0,6%, credo che la Commissione sarà aperta a concederci questo spazio”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in videocollegamento con Portofino talks.
Deriva da shock offerta e politica restrittiva non risolve
“Ho invitato” l’Ecofin “a riflettere sul “problema relativo ai tassi di interesse, l’onere del debito ha cominciato a salire in modo preoccupante. C’è stato l’intervento della Bce che ha aumentato i tassi di interesse. Io ho osservato che è un’inflazione che deriva da uno shock di offerta, non tanto da surriscaldamento dell’economia e della domanda che deve essere raffreddato. Certo questo può contribuire ma di per sè non risolve il problema. L’inflazione se le guerre continueranno in questo modo è destinata ad aumentare e questa è un grave problema per le imprese”, conclude. L’inflazione “se le guerre continueranno in questo modo è destinata ad aumentare e questa è un grave problema per le imprese”, ha evidenziato Giorgetti, “a mio giudizio c’è un richiamo alla realtà che non si può disconoscere”.
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