Caccia in tutta Europa per i pirati del certificato verde. Già annullati i documenti sospetti. L’Italia non è coinvolta
Alcune chiavi per la generazione del Green Pass europeo sarebbero state sottratte e usate per diffondere online programmi per la creazione del certificato verde. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, i pass falsi creati in questo modo sarebbero già stati annullati. Il furto dei codici, sottolineano le stesse fonti, non sarebbe avvenuto in Italia. Con il furto delle chiavi di criptazione torna alla ribalta la necessità di associare la verifica del QR code con i dati anagrafici. Nel codice infatti sono impressi i dati della persona, la data di validità del “passaporto verde” e, nel caso si tratti di un utente immunizzato contro Covid-19, anche il tipo di vaccino somministrato, ma senza un controllo incrociato di questi dati con un documento d’identità valido diventa una passeggiata raggirare la legge. Tra i casi più eclatanti diventati virali in rete il QrCode (falso ovviamente) di Adolf Hitler che sarebbe accettato dall’app di verifica usata in Italia per validare il green pass: la spunta verde consentirebbe l’accesso ai luoghi di lavoro e di aggregazione se il verificatore non si accorgesse del fatto che siano intestati al dittatore nazista. Su Raidforums, uno dei forum più seguiti del dark web, sarebbe stato possibile ottenere per 300 euro un Green pass europeo perfettamente funzionante.
