Nella sua lectio magistralis il prof. Massimo Carboni autore del libro L’ornamentale, un percorso filosofico tra arte e decorazioneche torna in una edizione ampliata nel testo e nella veste illustrata sostiene che è sostanzialmente inedita un’approfondita riflessione filosofica sull’ornamento. Sotto questo punto di vista, lo sterminato, multiforme continente della decorazione si rivela una sonda che rimette in questione alcune delle nostre convinzioni sulle forme d’arte e sul pensiero che vi presiede. Il docente di Estetica segue una duplice pista interpretativa: il rilievo teorico-filosofico, infatti, si incrocia e dialoga con il piano storico-critico. La prospettiva che da Kant porta fino a Husserl e poi al dibattito sul concetto di Kunstwollen(‘volontà artistica’) che vede protagonisti Riegl, Panofsky e Sedlmayr, incontra sul suo cammino la prospettiva che elegge tra i suoi momenti e semplificativi l’arte islamica, Matisse, la Vienna di Klimt e di Loos. Durante questo tragitto, si incontrano altri grandi autori della cultura europea del novecento, da Simmel a Valéry, da Bloch a Lévi-Strauss, da Hartmann a Focillon, sono solo per citarne alcuni. La pervicace convinzione secondo cui l’Ornamento è qualcosa di supplementare, di opzionale, non celerà forse l’assunto opposto? Proprio la sua pretesa marginalità non ne rivelerà una paradossale centralità?
