di Mario De Biase (*)
Viviamo in una società virtuale che si allontana sempre più dalla realtà vissuta dalle persone. In questi ultimi anni, la narrazione sull’andamento dell’economia italiana è stata contrassegnata da facili quanto ingiustificati ottimismi da un lato e critiche a volte ingiustificate dall’altro.
Non ci riesce quasi mai dibattere ragionando con i numeri veri nonostante essi siano lo specchio della realtà vera che non ci lascia del tutto tranquilli, soprattutto a causa del recentissimo shock energetico che – purtroppo – non ha spiegato ancora i suoi effetti devastanti.
La congiuntura economica dell’Italia, ci parla di un paese fermo da molti anni, asfittico nella crescita (PIL 2025 modesto 0,5%) e fortemente indebitato. A fine Dic 2025 l’ammontare del debito pubblico era pari a 3.095 Miliardi ( a feb 266 già a 3.140 miliardi) con un rapporto DEBITO/PIL del 137% (2024: 134,7%). Quest’ultimo (secondo stime Documento di Finanza Pubblica) a Dic 26 sarà del 138,6% che porterebbe il nostro Paese a divenire il più indebitato d’Europa. (Germania: 63% – Spagna 102% – Francia 115%). Nel mentre facciamo finta di NON sapere che lo sc. anno abbiamo pagato 88 Miliardi di interessi pari a 4 finanziarie !! Qualcosa non “quadra” è il caso di dire !!
Un tale rapporto DEBITO/PIL è ormai insostenibile e corrode i sogni dei giovani, ipoteca il futuro di tutti noi e mette a repentaglio la ns autonomia esponendoci alla speculazione della finanza internazionale. Siamo cresciuti meno di chiunque altro paese negli ultimi vent’anni. Solo 8 nazioni hanno fatto peggio di noi fra cui Sudan e Venezuela, nonostante i 500 Miliardi fra PNRR e BONUS VARI i cui ritorni in termini di PIL ancora non si vedono. Ci siamo convinti che si possa vivere solo di turismo e servizi a basso valore aggiunto facendo a meno di Investimenti nelle nuove tecnologie, nelle fabbriche, in demografia, in impianti per energie rinnovabili, nel nucleare di terza generazione. E’ un errore gravissimo che stiamo già pagando a caro prezzo.
Non vanno meglio i consumi delle famiglie con i salari fermi da anni, una inflazione del carrello della spesa pari al 2,5 ad aprile ed una tassazione che ha raggiunto la cifra record del 43%. Un dato positivo possiamo riscontrarlo nell’occupazione scesa ai minimi storici nonostante il più alto tasso di inattività in EUROPA (i famosi NEET giovani che non studiano e non cercano lavoro) .
Bankitalia, nelle sue proiezioni macroeconomiche di aprile, stima un modesto aumento dei consumi delle famiglie (o,5%) (rispetto allo 0,7 del 2025) , investimenti in beni strumentali (utili alla produzione) dello O,5% (contro 3,6% del 2025) incremento dell’occupazione dello 0,4% (contro 1,3%) con una decisa contrazione di import ed export.
Per converso abbiamo un risparmio privato fra i più alti nel mondo pari a 6.000 Miliardi, famiglie poco indebitate ed uno spread abbassatosi notevolmente pari a 80 punti, anche se i tassi sul debito sono sempre molto alti e rischiamo -stante la crisi energetica in atto che fa lievitare l’inflazione- di vederli salire ancora di più a giugno prossimo.
Tutto ciò non ci deve spaventare. I numeri esposti devono sollecitare l’INTERA classe politica ad avere il coraggio di parlare chiaro agli italiani. Smetterla con le false ed insostenibili promesse elettorali ed avviare un serio dibattito su quantità e qualità della spesa e su come ridurre il Debito Pubblico. Noi italiani dobbiamo metabolizzare la convinzione che non si può vivere “a sbafo” facendo debiti su debiti, riscoprire la voglia di investire e produrre e chiedere a gran voce una seria lotta all’evasione fiscale (100 miliardi /annui) che ci ruba assistenza sanitaria, scolastica, servizi sociali. Occorre un cambio di paradigma che metta insieme politica e popolo per uscire dalle sabbie mobili in cui ci troviamo.
Ne saremo capaci ?? Temo di no !!
(*) Economista
