Con la forte ripresa del commercio mondiale, nel 2021 le esportazioni italiane di beni sono aumentate in misura rilevante, nonostante l’insorgere di strozzature nelle catene globali di approvvigionamento. Le esportazioni di servizi, pur in significativa espansione grazie al recupero delle entrate turistiche, restano invece ancora al di sotto dei valori antecedenti lo scoppio della pandemia. Anche le importazioni sono cresciute, sia nella componente dei beni sia in quella dei servizi; sono state sostenute dal miglioramento della domanda interna e delle vendite all’estero.
Il surplus di conto corrente si è ridotto al 2,4 per cento del PIL, principalmente per effetto del maggiore disavanzo energetico. Quest’ultimo si è ancora ampliato nel primo trimestre del 2022, risentendo dei rincari connessi con le tensioni generate dalla guerra in Ucraina.
Gli investimenti di portafoglio all’estero sono stati elevati, riflettendo sia esigenze di diversificazione dei rischi sia l’andamento favorevole dei mercati finanziari internazionali. Gli investitori esteri hanno mostrato interesse per le obbligazioni del settore privato non bancario. Il settore pubblico ha ricevuto afflussi dalle istituzioni europee nell’ambito del Dispositivo per la ripresa e la resilienza e di altri programmi di sostegno comunitario. Il saldo debitorio della Banca d’Italia sul sistema dei pagamenti europeo TARGET2 è aumentato.
La posizione netta sull’estero dell’Italia, tornata positiva nel 2020, si è ulteriormente rafforzata, collocandosi al 7,4 per cento del PIL e beneficiando, oltre che del surplus di conto corrente, anche di rivalutazioni di prezzo e di cambio.
