Esteri

Primo attacco aereo Usa dell’era Biden. Caccia contro milizia filo-iraniana in Siria. Vittime

A handout picture made available by the US Department of Defense (DoD) on 25 September 2014 shows a formation of US Navy F-18E Super Hornets leaving after receiving fuel from a KC-135 Stratotanker over northern Iraq, 23 September 2014. These aircraft were part of a large coalition strike package that was the first to strike Islamic State (IS or ISIL) targets in Syria. Airstrikes carried out on late 24 September 2014 against Islamic State targets in Syria hit oil refineries that the US says provide a revenue stream for the militants, the Pentagon says. The oil refineries provide about 2 million US dollar a day in revenue for the Islamic State, Rear Admiral John Kirby says. Kirby spoke after the raids ended and all aircraft returned safely. The United States was joined by Saudi Arabia and the United Arab Emirites in carrying out the strikes, Kirby says. ANSA/DOD/US AIR FORCE/SGT. SHAWN NICKEL HANDOUT EDITORIAL USE ONLY

Gli Usa hanno compiuto un attacco aereo, il primo da quando si è insediato Joe Biden, contro una struttura legata ad una milizia filo iraniana in Siria, dopo tre separati attacchi missilistici contro le forze americane in Iraq. Lo riferiscono i media Usa, citando fonti del Pentagono. Nel raid sarebbero rimasti uccisi almeno 17 combattenti pro-Iran.  Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, i combattenti rimasti uccisi sarebbero almeno 22. Il blitz è una risposta ai recenti attacchi contro le forze Usa in Iraq, iniziati il 15 febbraio e proseguiti nei giorni scorsi, e attribuiti a milizie alleate a Teheran. Ma la mossa sembra essere circoscritta, per ridurre il rischio di una escalation. Inoltre la decisione di effettuare lo strike in Siria e non in Iraq concede al governo di Baghdad un po’ di respiro mentre conduce le indagini sugli attacchi che hanno ferito soldati americani. L’attacco aereo Usa contro strutture di milizie filo iraniane nella Siria orientale “manda un messaggio inequivocabile: il presidente Joe Biden agirà per proteggere il personale americano e della coalizione”, è stato il commento del portavoce del Pentagono John Kirby. “Nello stesso tempo – ha aggiunto – abbiamo agito in modo deliberato per la de-escalation della situazione complessiva sia nella Siria orientale che in Iraq”. “Siamo fiduciosi sull’obiettivo che abbiamo attaccato, siamo convinti che era usato dalla stessa milizia sciita che ha condotto gli attacchi” contro basi Usa in Iraq, ha spiegato ancora Kirby.

Related posts

Il cigno nero della deglobalizzazione spaventa Mosca

Redazione Ore 12

L’Ue presenta il piano di riarmo da 800 miliardi, von der Leyen: “Viviamo tempi pericolosi”. Il Pd: “Non si siamo”

Redazione Ore 12

l petrolio sale di oltre il 5% a causa dei tagli alla produzione dell’OPEC+

Redazione Ore 12