Regioni

Abruzzo: Enpa su 10 lupi uccisi, chiede a governo di fermare il declassamento

“Chiediamo al Governo di fermare il declassamento del lupo e di non varare il decreto legislativo che, modificando l’articolo 2 della legge quadro 157/92 sulla tutela della fauna selvatica, cancellerebbe questa specie dall’elenco di quelle particolarmente protette”. Si legge in una nota di Enpa. Per l’Ente il declassamento rappresenta un “frutto avvelenato” i cui effetti sono già evidenti prima ancora dell’approvazione definitiva: “uccisioni di lupi in tutto il Paese, spesso con modalità crudeli e provocatorie, in aperta sfida alle istituzioni, alla scienza e alla tutela della natura”, si legge ancora nella nota.“Nulla deve essere come prima: invece di declassare il lupo – aumentando il numero delle vittime senza risolvere né i conflitti sociali né il problema dei danni – è necessario riformare il sistema sanzionatorio. Per l’uccisione della fauna selvatica non è più tempo di misure insufficienti, talvolta persino ridicole, che non rendono giustizia ai crimini contro la biodiversità e non esercitano alcuna reale funzione deterrente”: Enpa sottolinea come oggi si arrivi a sanzionare l’uccisione di animali simbolo con pene del tutto “inadeguate”. “Non è accettabile che l’uccisione di un orso possa essere punita con pochi mesi di arresto e circa 8.000 euro di ammenda”, prosegue la nota. Entro il mese di maggio l’Europa richiede agli Stati membri di recepire la nuova direttiva sulla tutela penale dell’ambiente: “L’Italia non può permettersi di rimanere indietro ancora una volta”, prosegue l’associazione che richiama inoltre le Regioni alle proprie responsabilità, denunciando superficialità e inerzia nelle politiche di prevenzione dei conflitti tra grandi carnivori e attività umane: “Le risorse economiche per la prevenzione esistono, provengono dai fondi europei destinati ai piani agricoli regionali. Il Ministro dell’Agricoltura e il Ministro dell’Ambiente intervengano e convochino le Regioni per verificare l’effettiva applicazione delle misure di prevenzione, a partire dal sostegno agli allevatori”. Infine, Enpa chiede di fermare quello che definisce un vero e proprio “bollettino di morte”: “I 160 lupi dichiarati abbattibili quest’anno per rispondere alle pressioni delle frange più estremiste del mondo allevatoriale e venatorio sono numeri ormai privi di senso. In Abruzzo, dove era stata autorizzata l’uccisione di nove esemplari, i lupi morti sono già dieci. Fermate questa escalation di violenza che sta attraversando il nostro Paese”. “È il momento di invertire la rotta, con responsabilità e rigore”, conclude Enpa

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