di Balthazar
Ieri 4 giugno Vladimir Putin ha aperto la sessione plenaria della 29ª edizione del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, SPIEF (Saint Petersburg International Economic Foruma). Tema ufficiale: “Valori condivisi: le fondamenta della crescita in un mondo multipolare”.
Partecipanti: circa 20.000 delegati da 130 paesi, tra cui il vicepresidente cinese Ding Xuexiang, il presidente indonesiano Prabowo Subianto, il vicepresidente sudafricano Paul Mashatile, il consigliere per la sicurezza nazionale del Bahrain Nasser bin Hamad Al Khalifa, il ministro dell’Energia saudita Abdulaziz bin Salman- ospite d’onore. Presenti anche rappresentanti dei talebani, l’attore Steven Seagal e l’influencer Andrew Tate. Per la prima volta dal 2018 presente anche anche una delegazione americana guidata da Rodney Cookpresidente della U.S.Commission of Fine Arts
Il forum si è aperto mentre l’Ucraina lanciava attacchi con droni su San Pietroburgo colpendo un terminal petrolifero a 90 km dal confine estone e la base navale di Kronstadt. Putin ha riconosciuto i danni nel discorso e ha annunciato un rafforzamento delle difese aeree.
L’intervento è durato 55 minuti, il più lungo degli ultimi anni per una plenaria SPIEF. Putin ha strutturato il messaggio su 5 direttrici per “trasformare l’economia russa”:
Aumentare l’attività economica, sostegno alle PMI e allaimprenditoria privata.
Migliorare il clima per gli investimenti, ridurre burocrazia e dare garanzie al capitale interno.
Rinnovamento tecnologico, con priorità a settori ad alta tecnologia per raggiungere la “sovranità produttiva”.
Espandere il commercio estero verso Asia, Medio Oriente, Africa e America Latina.
Integrare le innovazioni del settore difesa nell’economia civile.
Sul quadro macroeconomico Putin ha respinto i timori di recessione. Ha definito il rallentamento della economia russa intenzionale per evitare l’iperinflazione, citando il rischio di tassi al 60-80% presenti “in alcuni paesi”. I dati ufficiali russi a giugno 2026 indicano inflazione intorno al 7-8% e tassi di interesse al 14,5%. Ha ribadito gli obiettivi di sovranità in finanza, manifattura e trasporti, collegando lo sviluppo al miglioramento di sanità, istruzione e ambiente urbano.
Per quanto riguarda la parte politica estera, Putin ha detto che la Russia è aperta a un compromesso in linea con le intese raggiunte ad Anchorage con Donald Trump, e che spetta a Kiev accettarle per chiudere la guerra. Ha quindi respinto l’ipotesi di mediazione dell’UE affermando “Dove sta la (la sua) neutralità?”. La posizione di Mosca resta legata a ritiro ucraino dalle aree del Donbas ancora controllate da Kiev e alla rinuncia formale all’adesione alla NATO.
La lettera di Zelensky a Putin
Quattro giorni prima dell’apertura dello SPIEF, Volodymyr Zelensky ha pubblicato la prima lettera aperta diretta a Putin dall’inizio dell’invasione. Zelensky propone un incontro faccia a faccia presso un paese terzo – Svizzera, Turchia, stati arabi – e chiede un cessate il fuoco completo per tutta la durata dei negoziati.
Sostiene che gli Stati Uniti sono concentrati sulla crisi con l’Iran e che sarebbe sbagliato “attendere che la guerra in Europa torni al centro dell’attenzione”. Definisce la guerra “una scelta personale di Putin come la vera causa” e ricorda l’ammutinanemento del Gruppo Wagner del giugno 2023 come segno di instabilità interna.
Cita I suoi dati sulle perdite russe a maggio e afferma che l’opinione pubblica russa è stanca di attacchi, inflazione e scarsità di carburante, Chiudendo con un avvertimento: “Se non giungerai personalmente alla conclusione che è tempo di porre fine a questa guerra, l’Ucraina continuerà a combattere per la sua esistenza”.
Il Cremlino ha confermato che Putin ha ricevuto la lettera e successivamente, nel corso dell’incontro con I giornalisti, Putin ha risposto di essere “certamente pronto e disposto a raggiungere un accordo con l’Ucraina”, ma ha aggiunto che servono compromessi.
Donald Trump ha accolto positivamente la proposta di incontro diretto affermando: “Penso che sarebbe fantastico se si incontrassero. Dovrebbero farlo”. L’amministrazione Trump aveva sospeso la partecipazione attiva ai negoziati per mancanza di progressi, ma il Presidente ha ribadito che entrambi i contendenti dovranno scendere a compromessi.
Bruxelles non ha ancora rilasciato dichiarazioni, ma lo stesso presidente russo ha sempre contestato la neutralità degli europei, mentre Zelensky ha sempre ribadito che non firmerà un accordo “debole” che prolunghi la guerra: “Vogliamo la pace? Sì. A qualsiasi costo? No. Vogliamo la fine della guerra, ma non la fine dell’Ucraina”.
A margine dello SPIEF 2026 il tema del collegamento fisso tra Chukotka e Alaska è tornato in primo piano. Ne ha parlato Kirill Dmitriev, inviato di Putin per gli investimenti d e direttore del fondo sovrano RDIF.
E’ stato lo stesso Dmitrev ad annunciare su Zvezda TV che Russia e USA firmeranno un accordo per proseguire i lavori di progettazione del “Putin-Trump tunnel”. Nel corso della trasmissione ha anche riferito di aver avuto intensi contatti il 3 giugno con gli inviati USA, Steve Witkoff e Jared Kushner., proponendo che la Boring Company di Elon Musk come possibile appaltatore.
Il tunnel ferroviario e merci di 112 km sotto lo stretto ha un costo stimato 8 miliardi di dollari, finanziato da Mosca con “partner internazionali”, e dovrebbe venire realizzato in meno di 8 anni, ma sino ad oggi Il progetto non ha mai avuto un masterplan approvato né finanziamenti.
In conclusione lo SPIEF 2026 è stato usato dal Cremlino per proiettare una immagine di stabilità economica nonostante le sanzioni e la guerra. Parallelamente, la lettera di Zelensky ha cercato di spostare il baricentro negoziale su un dialogo diretto tra leader, escludendo Mosca e Kiev come sedi. L’annuncio sul tunnel Bering di Dmitriev ha aggiunto invece un segnale diplomatico nei confrontiWashington.
Tuttavia nel corso del Forum non sono stati annunciati progressi negoziali, ma la proposta di incontro diretto, sostenuta da Trump, resta sul tavolo. La comunità internazionale è comunque in inattesa che qualche segnale si concretizzerà nelle prossime settimane, mentre sul campo Kiev intensifica attacchi con droni a lungo raggio e Mosca prosegue i bombardamenti aerei e missilistici sull’Ucraina.
