Economia e Lavoro

Allerta di Confindustria: “A gennaio l’attività economica torna in calo”

 

Il Real Time Turnover Index del centro studi di Confindustria, che traccia la dinamica del volume di attività economica in Italia, sulla base dei dati di fatturazione elettronica delle imprese (su un campione di clienti di TeamSystem), registra “una moderata flessione del fatturato a prezzi costanti delle imprese, pari a -0,4%” dopo il +1,6% di dicembre. “Il calo complessivo – spiegano gli economisti di via dell’Astronomia – è dovuto alle costruzioni, a fronte di dati positivi per servizi e industria”. L’indice “indica, quindi, che il primo trimestre del nuovo anno si è aperto in calo, riducendo il trascinamento positivo, già piuttosto contenuto, ereditato dal 2023”. L’indagine rapida del centro studi di Confindustria sull’attività delle grandi imprese industriali rileva “segnali di stabilizzazione per la produzione e prospettive di recupero della domanda” Nella rilevazione di febbraio “più della metà del campione di grandi imprese industriali associate a Confindustria si attende un livello di produzione stabile rispetto al mese precedente (53,7%). Il risultato non si discosta molto da quanto riscontrato a gennaio, evidenziando pertanto una certa stabilizzazione della produzione.” Le aspettative sull’andamento della domanda e degli ordini, “migliorano per il secondo mese consecutivo”. Tra le criticità, “peggiorano, invece, le aspettative delle imprese intervistate riguardo i costi di produzione”. Ma andiamo a vedere nel dettaglio l’analisi di Viale dell’Astronomia. RTT Index, che traccia l’andamento del volume di attività economica in Italia in base al fatturato destagionalizzato e deflazionato del campione di imprese clienti di TS, registra una crescita di +0,8% a dicembre, sostenuta da servizi (+2,7%) e costruzioni, nonostante il calo nell’industria (-2,8%).

Il dato aggregato di RTT per l’economia italiana

  • A dicembre, RTT indica un ulteriore aumento dell’attività economica delle imprese italiane (+0,8% congiunturale), dopo il +2,3% di novembre (Grafico 1).
  • La variazione media dell’RTT totale nel 2023 è stata pari al +3,5%, penalizzata dall’andamento debole nel 2° e  3° trimestre.
  • RTT indica che il 4° trimestre si è chiuso in crescita per il volume di attività delle imprese italiane; ciò determina un trascinamento positivo al 2024.

RTT per i macro-settori produttivi

  • Nei servizi si registra il secondo aumento mensile consecutivo (+2,7%, dopo +5,5% a novembre; Grafico 2), che sostiene la crescita complessiva di RTT.
  • A dicembre si è registrata una flessione dell’attività nell’industria, -2,8% (dopo +3,2% a novembre). Questo dato, letto insieme alla dinamica piatta delle scorte ISTAT a fine anno, anticipa un calo della produzione.
  • Nelle costruzioni, l’indice RTT sull’andamento nell’ultimo mese mostra un aumento a doppia cifra, che riflette la scadenza degli incentivi a fine anno.

RTT per le macro-aree e le dimensioni d’impresa

  • Il volume di attività delle imprese del Nord-Ovest registra un lieve aumento (+0,6%); va meglio al Nord-Est (+1,8%), dopo il +0,2% a novembre (Grafico 3).
  • RTT indica una decelerazione nella dinamica economica delle imprese del Centro (+0,9% da +2,5%), e un’accelerazione al Sud, in doppia cifra a dicembre.
  • Nella rilevazione di dicembre, RTT indica per le piccole imprese un forte aumento (+6,2%) e una crescita più moderata per le medie imprese (+2,1%).
  • Il contrario avviene per la dinamica delle grandi imprese, per le quali l’RTT indica un forte calo a dicembre, dopo l’ottimo dato di novembre.

RTT, costruito in base ai dati sul fatturato, destagionalizzato e deflazionato, del campione di imprese clienti di TeamSystem, registra un moderato calo di 0,4% a gennaio. Il calo complessivo è dovuto alle costruzioni, a fronte di dati positivi per servizi e industria.

Il dato aggregato di RTT per l’economia italiana

  • A gennaio, RTT indica una moderata flessione del fatturato a prezzi costanti delle imprese, pari a -0,4% (dopo il +1,6% di dicembre;.
  • RTT indica, quindi, che il 1° trimestre del nuovo anno si è aperto in calo, riducendo il trascinamento positivo, già piuttosto contenuto, ereditato dal 2023.

RTT per i macro-settori produttivi

  • Nei servizi si registra un ulteriore aumento mensile (+1,1%, dopo +2,7% a dicembre; Grafico 2), che sostiene la dinamica complessiva di RTT.
  • A gennaio si è avuto un forte aumento di RTT nell’industria, +3,2%, dopo la flessione di dicembre. Questo dato, con il calo delle scorte ISTAT a inizio anno, suggerisce un debole aumento di produzione.
  • Nelle costruzioni, invece, l’RTT a gennaio 2024 mostra un calo molto marcato, che fa seguito al balzo di fine 2023 legato alla scadenza degli incentivi.

RTT per le macro-aree e le dimensioni d’impresa

  • L’indicatore registra un calo per il Nord-Ovest (-1,1% a gennaio), meno ampio al Nord-Est (-0,4%; Grafico 3).
  • La flessione è più forte al Sud, dopo il balzo di dicembre. RTT, invece, indica che al Centro resta in corso un forte aumento (+3,2%).
  • A gennaio, RTT indica un forte calo sia per le piccole imprese (-4,9%), che per le medie imprese (-3,0%).
  • Il contrario avviene per le grandi imprese: l’RTT indica un ampio aumento a gennaio.

Related posts

Forniture ospedaliere,  un’azienda su cinque rischia la chiusura. Le Pmi del comparto hanno subito aumenti dei costi di produzione dal 10 al 100%

Redazione Ore 12

Dumping contrattuale, una sciagura per i salari degli italiani. Ricerca Fondazione Di Vittorio-Cemu Filcams Cgil

Redazione Ore 12

Sicurezza alimentare, Cia-agricoltori: “Cruciali nuove politiche per logistica e trasporti” Sistemi di logistica orientati alla concentrazione e all’efficientamento della produzione agricola, soluzioni blockchain per una gestione più efficace delle attività del comparto agroalimentare, processi di riduzione della burocrazia e un Pnrr davvero in grado di innescare la revisione infrastrutturale del Paese. Questi alcuni tra i principali asset per affrontare le complesse interrelazioni lungo la filiera e gli squilibri importanti a danno della fase agricola, anello fondamentale della sicurezza alimentare globale. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, alla vigilia della Giornata mondiale dedicata, intervenendo all’incontro del Masaf, a Cesena, in vista del vertice Onu sui sistemi alimentari (a Roma dal 24 al 26 luglio). “Quella italiana -ha detto Fini, tra i relatori insieme ai ministri Lollobrigida, Tajani, Bernini e Urso- è una filiera agroalimentare con un indotto da oltre 550 miliardi di euro, con 4 milioni di lavoratori, 740 mila aziende agricole e 70 mila alimentari, più di 330 mila realtà della ristorazione e 230 mila punti vendita al dettaglio. Un settore vitale che, però, ancora non risolve difficoltà organizzative serie e che finisce per marginalizzare la forza economica dell’agricoltura, privata del giusto riconoscimento elimitata nella produttività, su cui gioca un ruolo determinante proprio il sistema delle infrastrutture e dei servizi logistici”. Dunque, sottolineata da Cia, la stretta connessione tra logistica e trasporti, da cui dipende la competitività dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano sia sul mercato interno che estero. Un sistema che nel Paese è tutto sbilanciato su gomma con le aree interne in estrema sofferenza. Questo, mentre sarebbe più strategico invertire la rotta, incentivando anche il transito ferroviario o marittimo, stimolando l’integrazione produttiva e commerciale fra diversi mercati nazionali e risolvendo l’ultimo miglio del digital divide che isola le zone rurali, già tragicamente note per strade obsolete, frane e dissesto. “Serve un pacchetto di nuove politiche -ha dichiarato il presidente nazionale di Cia- che coinvolga i settori della logistica e dei trasporti nel più ampio processo di sviluppo e accessibilità alla transizione green e digitale, e che rinnovino, in chiave comune, l’obiettivo della sicurezza alimentare globale”. Richiamata, poi, da Fini, anche l’opportunità di “favorire la concentrazione dell’offerta, a partire dal ruolo chiave della cooperazione, elemento strategico di aggregazione della fase agricola nei rapporti di filiera, ma anche -ha aggiunto- l’integrazione logistica tra le imprese di trasporto agroalimentare, quella funzionale che nelle aziende agricole metta in connessione gestione e commercializzazione e in ottica di sistema allargato, comprendendo anche il consumatore. Occorrono -ha concluso- percorsi di programmazione delle produzioni agricole per processi più efficaci di pianificazione e vanno snellite le pratiche doganali, come le dinamiche di accesso agli incentivi del Pnrr”.

Redazione Ore 12