In Emilia-Romagna sono ancora più di mille (1.052) gli evacuati per le alluvioni. Di questi, 613 nel bolognese, 192 in provincia di Parma e 247 in provincia di Reggio Emilia. Ma come sottolinea la Regione si tratta di un numero in continuo aggiornamento, “perché molti cittadini stanno rientrando nelle loro abitazioni”. Intanto, dopo le piogge residue di oggi in Appennino, a partire dalle prossime ore e per i giorni successivi non sono previste precipitazioni in tutta l’Emilia-Romagna. Tra i fronti ancora critici c’è, nel bolognese, la frana di Cà di Sotto nel comune di San Benedetto Val di Sambro: lunga un chilometro e mezzo, è ancora in evoluzione. Sul posto è stato convogliato un numero rilevante di sistemi di pompaggio per contenere l’innalzamento del livello del vicino invaso.
Per quanto riguarda il Quaderna, la rottura principale, a San Salvatore di Medicina, non perde più acqua: l’argine è stato ricostruito fino all’altezza di due metri dalla sommità e le opere stanno proseguendo, per portarlo in quota entro la settimana. Nel ferrarese, in località Campotto di Argenta, si stanno ultimando i lavori per realizzare la pista di accesso alla breccia dell’Idice, sopraelevando la Strada Provinciale Cardinala di oltre un metro. Le operazioni continuano senza sosta, domani la rotta sarà raggiunta e verrà chiusa portando sul posto massi ciclopici e terra. Nel frattempo, dalla rotta non esce più acqua. A partire da sabato 19 ottobre, fino alla giornata di ieri, domenica 27 ottobre, hanno operato complessivamente in Emilia-Romagna 7.192 volontari di Protezione civile. Le conseguenze dell’alluvione che ha colpito Bologna “stanno ancora agendo in modo molto duro in particolare presso i Comuni piccoli e medi dell’area metropolitana, dove tante famiglie sono ancora fuori di casa, mentre nel capoluogo le situazioni legate alla mobilità sono quasi totalmente risolte”. E’ quanto scrive il Comune di Bologna, in una nota.
In città, in particolare, “rimarrà ancora chiuso fino a circa metà settimana il tunnel di viale Sabena dove, dopo aver aspirato 110.000 metri cubi d’acqua- riferisce Palazzo D’Accursio- sono stati sostituiti, con nuovi corpi a led, i 300 corpi illuminanti che erano finiti sott’acqua”.
