La guerra di Putin

Attacco ucraino alla Russia, Mosca accusa: “La Nato ha aiutato l’attacco a Kursk”

 

La Nato e “i servizi speciali occidentali” sono direttamente coinvolti nella pianificazione dell’attacco dell’Ucraina alla regione russa di Kursk, secondo quanto asserisce il principale consigliere di Vladimir Putin, Nikolai Patrushev, citato da Tass. ‘E’ stato l’Occidente a portare al potere la giunta criminale in Ucraina. I Paesi Nato hanno inviato armi e istruttori militari in Ucraina, continuano a fornire informazioni d’intelligence e controllano le azioni dei gruppi neonazisti. E l’operazione nella regione di Kursk è stata pianificata con la partecipazione della Nato e dei servizi speciali occidentali”, ha detto Patrushev.  Intanto il comandante delle forze armate ucraine Syrsky assicura che il territorio conquistato nella nuova fase di offensiva è pari a mille chilometri quadrati. Le autorità locali ammettono che il nemico ha preso il controllo di 28 località. Putin minaccia: l’Ucraina riceverà “una degna risposta” per la sua invasione della regione. Primo obiettivo nel conflitto è ora quello di “espellere” le forze di Kiev dal territorio russo, afferma lo zar. Intanto Mosca accelera l’offensiva nel Donetsk.  Intanto Mosca sta ritirando una parte delle sue truppe dall’Ucraina per rispondere all’offensiva di Kiev in territorio russo: lo riporta il Wall Street Journal (Wsj), che cita funzionari statunitensi. Si tratta del primo segnale che l’incursione ucraina nella regione di Kursk sta costringendo la Russia a rivedere la sua forza d’invasione, commenta il quotidiano statunitense. Gli Stati Uniti, hanno aggiunto i funzionari, stanno ancora cercando di determinare il significato della mossa della Russia e non hanno detto quante truppe gli Stati Uniti ritengono che l’esercito russo stia spostando. Tuttavia, la nuova valutazione di Washington rafforza le affermazioni dei funzionari ucraini, secondo i quali l’invasione a sorpresa della regione russa di confine – avvenuta la settimana scorsa – ha allontanato parte delle forze russe dall’Ucraina, dove il vantaggio di Mosca in termini di uomini ed equipaggiamenti sta permettendo loro di avanzare in diversi punti. Mentre l’esercito si sposta un’altra Regione russa ha dichiarato lo stato d’emergenza, si tratta dell’area di Belgorod. “La situazione rimane estremamente difficile e tesa a causa dei bombardamenti delle forze armate ucraine. Le case sono state distrutte, tra i civili ci sono morti e feriti”, ha scritto stamattina su Telegram il governatore Vyacheslav Gladkov annunciando che viene “stabilito lo stato d’emergenza a livello regionale”. Sempre da questa regione le forze russe hanno lanciato due missili guidati Kh-59/69 dallo spazio aereo della regione di Belgorod e 23 droni kamikaze dalla Crimea occupata e dal territorio della Federazione: lo ha reso noto su Telegram l’Aeronautica militare di Kiev, aggiungendo che 17 droni sono stati abbattuti. I velivoli senza pilota distrutti sono stati intercettati nella regioni di Mykolaiv, Cherkasy, Kirovohrad, Kiev, Zaporizhzhia, Sumy, Kharkiv e Zhytomyr.

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