Esteri

Iran: Meloni, non vogliamo entrare in guerra. Appello a c.sinistra, Italia si compatti in fase delicata

 Un appello “sincero” a “compattarsi”, affinché l’Italia possa parlare nelle prossime settimane “con una sola voce”. Nel giorno delle comunicazioni in Parlamento in vista del Consiglio europeo e sugli sviluppi della situazione in Medioriente, Giorgia Meloni si rivolge direttamente all’opposizione, chiedendo di affrontare quella che definisce una delle “crisi più complesse degli ultimi decenni” con spirito “costruttivo e di coesione”, sottraendo la discussione a una “polarizzazione politica” che non “aiuta a ragionare con profondità”, in un momento in cui, viceversa, è necessario agire “con lucidità e serietà”. La premier, tra l’intervento in Senato e quello alla Camera, rientra a palazzo Chigi per partecipare alla riunione dei leader del G7, convocata dal presidente francese Emmanuel Macron proprio per discutere della crisi in Iran e delle relative implicazioni economiche ed energetiche. Nel corso della videocall, Meloni propone prima l’organizzazione di un confronto tra lo stesso G7 e il Consiglio di cooperazione del Golfo, poi sottolinea l’importanza che “l’attuale volatilità non si traduca in effetti strutturali sulla crescita economica”. E a questo riguardo, come gli altri leader al tavolo, richiama “l’importante decisione” assunta nell’ambito dell’Agenzia internazionale dell’energia di rilasciare fino a 400 milioni di barili di greggio per stabilizzare i mercati.

 

In Parlamento, l’inquilina di Palazzo Chigi non nasconde che il governo preferirebbe “non dover affrontare da solo uno dei tornanti più complessi della storia recente”. Per questo annuncia la disponibilità a un tavolo con le opposizioni per confrontarsi “tutte le volte che sarà necessario, anche per le vie brevi”. La proposta, mette in chiaro, non è per “una sorta di unanimismo peloso” o per “neutralizzare la voce” dell’opposizione. Insomma, a nessuno viene chiesto di “rinunciare alla propria identità politica e alterità”. “Io sono orgogliosamente alternativa a voi e voi siete orgogliosamente alternativi a me – sottolinea -. Ma ci sono momenti nella storia nei quali bisogna cercare di andare oltre le proprie legittime e funzionali divisioni e vale la pena fare uno sforzo per capirsi reciprocamente e per capire quali e dove possano essere gli elementi di sintesi”.

 

Nell’intervento a Palazzo Madama, Meloni respinge comunque le critiche mosse dalla minoranza all’esecutivo. Il governo che guida, spiega, non è “complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa”, e nemmeno “colpevole delle conseguenze economiche” che la crisi in Medioriente può avere su cittadini, famiglie e imprese. Parlando dell’operazione militare di Stati Uniti e Israele nei confronti di Teheran, invece, torna a battere sulla crisi del diritto internazionale e degli organismi multilaterali generata dall’attacco della Russia all’Ucraina. “La destabilizzazione globale che ne è derivata – rimarca – ha avuto le sue ripercussioni anche in Medioriente. È in questo contesto di crisi attuale del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano”. Un intervento a cui “l’Italia non prende parte e non intende prendere parte”, mette in chiaro Meloni, ribadendo “che noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”. Nel corso delle comunicazioni, poi, Meloni rivela anche di aver parlato nei giorni scorsi con il primo ministro israeliano Netanyahu, al quale ha ribadito “la contrarietà dell’Italia a qualunque escalation” in Libano, dove sono presenti oltre mille soldati italiani all’interno della missione delle Nazioni Unite Unifil. “La sicurezza del personale dev’essere garantita in ogni momento”, è quindi la richiesta della premier a Israele. Sul fronte interno, legato alle conseguenze dalla crisi, Meloni si sofferma in particolare sull’aumento dei prezzi dei carburanti. “Il messaggio che voglio dare agli italiani, ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese, è il seguente: consiglio prudenza – afferma -, perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi, compreso, se necessario, recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili”. Infine, in riferimento all’intervento allo studio sulle accise mobili per rispondere all’aumento del prezzo dei carburanti, la premier conferma che il governo è disponibile “all’attivazione del meccanismo”, ma che non è stato portato finora in Consiglio dei ministri perché “utilizza la maggiore Iva derivante dagli aumenti per abbassare le accise. Parliamo di un problema che abbiamo da 6-7 giorni, e gli introiti di questo momento così breve non ci consentono di costruire un impatto che sia percepibile dai cittadini, quindi il meccanismo si attiva quando l’aumento diventa strutturale e quando l’impatto sui cittadini diventa un impatto reale”.

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