Economia e Lavoro

Avvio d’anno disastroso per il mercato dell’auto. Bene invece quello di moto e ciclomotori

Avvio d’anno ancora in rosso per il mercato dell’auto. A gennaio le immatricolazioni sono state pari a 107.814 unità, in calo del 19,7% rispetto alle 134.198 di gennaio 2021. Lo rende il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. I  trasferimenti di proprietà sono stati 348.137 a fronte di 259.244 passaggi registrati a gennaio 2021, con un aumento del 34%. Il volume globale delle vendite mensili, pari a 455.951 unità, ha interessato per il 23,65% vetture nuove e per il 76,35% vetture usate.

A gennaio le immatricolazioni del gruppo Stellantis in Italia sono state pari a 38.593 unità, in calo del 26,7% rispetto alle 52.635 di gennaio 2021. La quota di mercato del gruppo si attesta al 35,8%, in flessione rispetto al 39,2% di gennaio 2021.

Sono 3 i modelli del gruppo Stellantis nella top ten di gennaio. In cima alla classifica Fiat Panda con 9.385 unità vendute, seguita da Dacia Sandero (4.012) e Lancia Ypsilon (3.265). In sesta posizione la Fiat 500X (2.450). Se quello delle auto non può che disperarsi, sorrisi arrivano in vece da quello di moto e ciclomotori. Malgrado le difficoltà di approvvigionamento, il mercato delle due ruote prosegue nella sua tendenza positiva. Dopo un 2021 chiuso con un +21,2%, che ha riportato i volumi di immatricolazione al periodo pre-pandemico, a gennaio i dati diffusi da Confindustria Ancma segnano un incremento complessivo del 5,9% a 14.938 veicoli rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Molto positivo l’andamento dei ciclomotori (+47,5%), bene anche le moto (+23,3%), stabile invece quello degli scooter, che registrano un +0,3%. “Nonostante le incognite, il mercato si conferma molto dinamico, rafforzando il protagonismo di alcuni segmenti come quello delle crossover e delle naked, con l’arrivo di nuove proposte e il consolidarsi di modelli più fruibili ed economici, capaci di attirare un pubblico di nuovi appassionati e anche di utenti più giovani”, afferma il presidente di Ancma, Paolo Magri.

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