Economia e Lavoro

Banca Generali: ad Mossa, chiudiamo miglior semestre della nostra storia

“Chiudiamo il miglior semestre della nostra storia, con una crescita a doppia cifra delle principali voci operative, una raccolta record e masse ai nuovi massimi. Un risultato che conferma la solidità del nostro modello e la capacità di creare valore attraverso la crescita della clientela, l’evoluzione dell’offerta e il continuo rafforzamento della qualità dei ricavi. In un contesto caratterizzato da volatilità e rinnovate complessità, il valore della consulenza si conferma sempre più centrale nelle scelte delle famiglie. La forza della nostra rete si unisce oggi a piattaforme di Asset Management in Italia, Lussemburgo ed Irlanda sempre più distintive, che ci consentono di ampliare le soluzioni a disposizione dei clienti, migliorare il mix di business e rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento competitivo”.

Lo afferma l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, il cui Consiglio di Amministrazione ha approvato oggi i risultati finanziari al 30 giugno 2026. “Parallelamente”, ha aggiunto Mossa, “prosegue con risultati molto incoraggianti lo sviluppo delle principali iniziative strategiche. Le sinergie con Intermonte rafforzano la nostra offerta e il dialogo con gli imprenditori. In questo ambito si inserisce il recente progetto sviluppato assieme -PMI2Change- che supporta l’avvicinamento tra capitale e imprese, favorendo il percorso di crescita delle PMI italiane. Infine, il completamento del roll-out del progetto di Insurbanking con Alleanza sta producendo risultati molto positivi, e procedono a pieno ritmo le iniziative legate all’intelligenza artificiale, a beneficio dell’efficienza della banca e dell’operatività della rete”. “Ci affacciamo dunque, alla seconda parte dell’anno con fiducia e determinazione, forti della qualità delle persone, della solidità dei nostri risultati e della convinzione di poter continuare a crescere creando valore anche in uno scenario caratterizzato da incognite”, ha sottolineato Mossa.

+39,2% utile netto in I semestre a 278,7 mln

L’utile netto consolidato di Banca Generali ha raggiunto i 278,7 milioni di euro nel primo semestre 2026, in aumento del 39,2% rispetto ai 200,2 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Lo comunica Banca Generali, il cui Consiglio di amministrazione ha approvato i risultati consolidati al 30 giugno 2026. Il dato, sottolinea Banca Generali, ha beneficiato del livello record toccato dall’utile ricorrente, pari a 202,1 milioni di euro (+14,6% su anno), sostenuto dalla normalizzazione delle dinamiche operative, dal distintivo posizionamento della Banca, e da un modello di business diversificato ed ulteriormente rafforzato dalle più recenti iniziative strategiche. Il margine di intermediazione, prosegue Banca Generali, è salito del 28,4% su base annua a 606,8 milioni, spinto dal contributo di tutte le sue voci, tra cui le commissioni nette ricorrenti (291,9 milioni, +15,3% su anno) ed il margine finanziario (189,0 milioni, +6,8% annuo). Le commissioni variabili hanno mostrato un incremento a 125,8 milioni nel periodo (rispetto ai 42,4 milioni nel primo semestre 2025), beneficiando delle condizioni particolarmente favorevoli dei mercati finanziari e delle strategie d’investimento adottate per conto della clientela. A fine giugno, le masse totali gestite, amministrate e sotto consulenza da parte del Gruppo Banca Generali hanno raggiunto inoltre il nuovo massimo di 129,0 miliardi (+13,6% annuo, +6,7% da inizio anno), così ripartite: 121,1 miliardi (+13,7% annuo, +6,7% da inizio anno) relativi alle masse dei clienti di Banca Generali; 7,9 miliardi (+12,0% annuo, +6,6% da inizio anno) relativi alle gestioni istituzionali e ai mandati di advisory con il Gruppo Generali. Sul fronte patrimoniale, infine, Banca Generali sottolinea di aver confermato parametri regolamentari con il CET1 ratio al 17,2% e il Total Capital Ratio (TCR) al 19,0%. Tali coefficienti patrimoniali, si sottolinea, si posizionano su livelli ampiamente superiori ai requisiti minimi richiesti nell’ambito del processo di revisione e valutazione prudenziale SREP per l’esercizio 2026 pari all’8,6% per il CET1 ratio e al 12,9% per il TCR.

Red

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