Cultura, Arte e Libri

Bellezza imperfetta. Io e Pasolini

DANTE FERRETTI, tre premi Oscar, tra i più celebri scenografi al mondo, racconta il suo lungo sodalizio professionale e umano con Pier Paolo Pasolini, cominciato da giovanissimo sul set de Il Vangelo secondo Matteo e terminato il 2 novembre 1975, quando il cadavere martoriato del grande poeta e pensatore fu ritrovato all’idroscalo di Ostia. Il libro è curato di David Miliozzi, scrittore, sceneggiatore e critico d’arte.

Attraverso aneddoti e riflessioni, Ferretti ci consegna un ritratto scanzonato e crepuscolare di Pasolini, raccontandoci un uomo che possedeva il raro dono di capire il suo tempo, insieme al sapore di un’epoca irripetibile del cinema italiano e internazionale.

 

La memoria scricchiola come le assi di legno del pavimento, ma quando mi guardo indietro, oltre a ringraziare per la vita vissuta (quella da morto ancora non so), mi rendo conto di essere grato soprattutto a due persone: Gesù Cristo e Pier Paolo Pasolini.

 

Dopo il prologo e due sezioni introduttive che esplorano il rapporto di Ferretti con Pasolini e Fellini, nonché la relazione professionale tra i due, i capitoli successivi sono dedicati ai film che lo scenografo e il regista protagonisti del volume hanno girato insieme. I titoli procedono cronologicamente e l’autore ne analizza la realizzazione tecnica e artistica, ricordando episodi e dialoghi che, oltre a offrire uno spaccato della vita sul set, contribuiscono a mettere in luce aspetti meno conosciuti del carattere e del lavoro del regista.

Il libro è ricco di illustrazioni a colori: pagina dopo pagina, Ferretti mostra gli straordinari bozzetti delle scenografie che hanno dato forma all’immaginario filmico pasoliniano. I disegni si alternano con i fotogrammi dei film, permettendo di confrontarli e di immergersi nei retroscena.

Ciò che mi affascinò fin da subito fu il modo in cui Pier Paolo vedeva, letteralmente, le cose; la luce dei luoghi, la luce che vi avrebbe potuto portare, come un pittore. Grazie a lui ho imparato a vedere il cinema attraverso la pittura, grazie a lui ho imparato che le arti figurative sono una fonte di ispirazione fondamentale per chi fa cinema. Pasolini mi ha insegnato che ogni atmosfera può essere evocata da un quadro.

Un libro che ci rivela il volto inedito di un artista immenso, capace, sul set e nella vita, di investire le persone che gli erano accanto di un’energia umana e intellettuale tanto potente da cambiarle per sempre.

L’AUTORE Dante Ferretti (Macerata, 1943) ha avuto una carriera strepitosa che iniziò, ventenne, proprio con Pier Paolo Pasolini, di cui fu aiuto scenografo per Il Vangelo secondo Matteo (1964), Uccellacci e uccellini (1966) e Edipo re (1967); con lui firmò la sua prima scenografia, Medea (1970), e da quel momento Pasolini lo volle al suo fianco fino al suo ultimo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975). Ferretti ha lavorato con i più importanti registi italiani – Luigi Comencini, Marco Bellocchio, Elio Petri, Liliana Cavani, Marco Ferreri, Ettore Scola, Franco Zeffirelli –, e in particolare con Federico Fellini, per cui è stato aiuto scenografo nel Fellini Satyricon del 1969 e scenografo in cinque film, fino all’ultima opera cinematografica del maestro riminese, La voce della Luna (1990). I geniali, visionari mondi da lui creati per Il nome della rosa (1986) e Le avventure del barone di Munchausen (1988), per cui ricevette la prima nomination all’Oscar, lo hanno reso celebre a Hollywood e nel mondo, dando avvio a un impressionante elenco di collaborazioni internazionali – tra gli altri, Terry Gilliam, Neil Jordan, Anthony Minghella, Brian De Palma, Martin Brest, Julie Taymor, Tim Burton, Kenneth Branagh – e alla speciale affinità creativa con Martin Scorsese, per cui ha firmato le scenografie di ben nove film da L’età dell’innocenza (1993) a Silence (2016). Per Pendragon è autore di Bellezza imperfetta. Io e Pasolini (2024).

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