“In Aula Giulio Cesare ho voluto dire NO all’ennesimo episodio di antenna selvaggia sul territorio capitolino. Sostenere la mozione – a prima firma della Consigliera Raggi – con cui si chiede di sospendere la procedura autorizzativa relativa all’istallazione di un’antenna per la telefonia mobile – stazione radio base – nel quartiere di Castel di Leva nel Municipio IX, significa dare un segnale forte sull’inopportuna deregualation che vede il nostro territorio preda di grandi aziende che perseguono solo le regole del profitto”, ha detto il consigliere capitolino Nando Bonessio (EV-Alleanza Verdi Sinistra), alla fine della seduta d’Aula.
“Bisogna ammetterlo, l’approvazione nel 2023, del nuovo ‘Regolamento per l’installazione degli impianti per la telefonia mobile’ ha segnato un passo indietro cancellando quel ‘Piano di Attuazione” che era uno strumento cardine in mano all’Amministrazione pubblica. Nessuno intende opporsi all’innovazione tecnologica, ma in questa materia è necessario applicare il ‘Principio do precauzione’ al fine di tutelare la salute dei cittadini, rispettare i luoghi sensibili e i vincoli ambientali, nonché paesaggistici. Oggi l’iniziativa e la localizzazione dei siti dove collocare un impianto è lasciata alle grandi aziende della telefonia mobile. Quello delle antenne e delle onde elettromagnetiche resta un problema reale con cui fare i conti. Come Consigliere di EV-Alleanza Verdi-Sinistra chiedo che questa Amministrazione faccia un significativo sforzo affinché si rivedano le scelte fatte che ad oggi si rivelano dannose come la cancellazione dell’art.105 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG che prevedeva anch’esso il ‘Piano di Localizzazione’. Lasciare questa materia senza regole, alla mercè degli operatori di telefonia che rispondono solo alle logiche del marketing e del lucro, vuol dire mettere a repentaglio il rispetto dei luoghi sensibili. Inoltre, se fosse realizzato il Piano di localizzazione, questo posizionamento delle antenne potrebbe rappresentare una forma di messa a reddito da parte dell’Amministrazione, che individuando propri edifici e aree di proprietà su cui farle sistemare, ne ricaverebbe importanti risorse economiche. Le stesse risorse economiche che oggi vanno a proprietari di terreni ed edifici privati, che nell’ottica del guadagno si prestano a un uso senza regole dei propri siti, a danno della collettività intera”, conclude Bonessio.
