Roma Capitale

Bonessio (EV–AVS): “Bene risposta dell’assessore Veloccia, il centrodestra vorrebbe usare la nota della Direzione Regionale per tentare di ripristinare la deregulation urbanistica delle NTA adottate e già pesantemente osservate da comitati, associazioni e Soprintendenza”

«È palese di come la nota della Direzione Regionale Urbanistica venga utilizzata dal centrodestra per tentare di riportare Roma al testo delle Norme Tecniche di Attuazione adottato nel dicembre 2024. Un testo che, fin dalla sua adozione, come EV – Alleanza Verdi e Sinistra avevamo contrastato con forza perché ispirato a una logica di deregolazione urbanistica ed eccessiva liberalizzazione delle procedure a favore degli interessi privati.»

Lo dichiara Ferdinando Bonessio, capogruppo capitolino di EV–AVS.

«Quel testo è stato oggetto di centinaia di osservazioni presentate da cittadini, comitati, associazioni ambientaliste e ordini professionali, oltre che di importanti rilievi formulati dalla Soprintendenza Speciale del Ministero della Cultura, che chiedevano maggiori garanzie per la tutela del patrimonio storico, archeologico, paesaggistico e ambientale. Proprio grazie a quel confronto e al lavoro svolto dall’Assemblea Capitolina, il testo è stato profondamente migliorato: la Proposta approvata in Giunta Capitolina corregge molte delle diverse criticità che avevamo denunciato fin dall’inizio. Oggi qualcuno tenta invece di utilizzare la nota della Direzione Regionale per rimettere in discussione quel lavoro e riproporre l’impianto originario. Sarebbe un gravissimo errore politico e urbanistico. Le modifiche ora inserite, a seguito delle controdeduzioni alle osservazioni e ai rilievi pervenuti, hanno: in parte recuperato la tutela della Città Storica; ampliato la tutela della Carta per la Qualità con l’inserimento di un numero maggiore di villini, palazzetti ed edifici di pregio; consolidato la tutela dell’Agro Romano; eliminato le aree di riserva; reintrodotto il controllo della Soprintendenza dello Stato durante gli scavi archeologici per tutti i lavori di scavo estesi all’intero territorio comunale; disciplinato in modo finalmente chiaro la possibilità di installare impianti fotovoltaici sugli edifici della Città Storica e previsto il Piano comunale di localizzazione degli impianti di telefonia mobile, restituendo alla pianificazione pubblica un ruolo centrale.

Sono tutte modifiche che riequilibrano un testo che nella versione adottata risultava eccessivamente sbilanciato verso la semplificazione procedurale e la riduzione dei controlli pubblici.

Il confronto istituzionale con la Soprintendenza Speciale del Ministero della Cultura ha consentito di recepire molte delle proposte che, come ambientalisti, avevamo avanzato già nella fase di adozione delle NTA, orientando il testo verso una maggiore sostenibilità ambientale e una più efficace tutela del patrimonio storico e paesaggistico.

Sosteniamo la posizione dell’assessore Veloccia circa la richiesta di ripubblicazione, da parte della Regione, in quanto le modifiche introdotte non variano l’assetto sostanziale del testo adottato. Una valutazione in tal senso continuerebbe comunque a competere a Roma Capitale secondo la delega già confermata dalla Regione nell’accertamento del marzo 2025.

Per questo respingiamo qualsiasi tentativo di utilizzare la nota della Direzione Regionale Urbanistica e Politiche Abitative della Regione Lazio per cancellare il lavoro dell’Assemblea Capitolina e tentare di ripristinare il testo del dicembre 2024. Roma ha bisogno di regole moderne, ma anche di una pianificazione forte, trasparente e orientata all’interesse pubblico, non di una nuova stagione di deregulation urbanistica.»

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