“La Ztl ha uno spazio fisico e su quello dobbiamo intervenire. La auto elettriche risolvono il problema ambientale sicuramente ma non certo quello fisico. I mezzi a trazione elettrica sono aumentati negli ultimi 3 anni da 21 mila a 75 mila ed è evidente che la Ztl non può sopportare questo abnorme accesso di mezzi”. Adriano Labbucci, assessore alla Mobilità del I Municipio di Roma, interpellato da LaPresse risponde alle polemiche sollevate dalla approvazione in Giunta della introduzione di una tassa per l’ingresso nella Ztl delle auto elettriche, oggi gratuito. Una misura che si accompagna anche alla introduzione del pagamento dei parcheggi nelle strisce blu per le auto ibride. Scelte che presagiscono, a delibera definitivamente approvata, possibili class action. “Come studio legale – ricorda l’avvocato Sebastiano Russo dello studio legale Russo Caradonna – abbiamo voluto promuovere tre anni fa una class action contro la discriminazione tra auto ibride ed elettriche ed oggi ci impegneremo a sostenerne un’altra contro questo ulteriore balzello che perpetra la discriminazione tra auto elettriche e ibride”. Contrarie anche molte associazioni come Motus-E: “Capiamo le esigenze di dover gestire la zona Ztl ma la soluzione scelta è quella sbagliata – dice Fabio Pressi, presidente della Motus-E – stiamo lanciando un messaggio pericoloso non solo per i cittadini ma anche per gli operatori del settore che hanno investito su una nuova tecnologia e sugli impianti di ricarica”. “A me – aggiunge ancora Labbucci – sembra una misura ragionevole considerando che continueranno comunque a pagare la metà di tutti gli altri. Certo, qualcosa si è sbagliato nella comunicazione”.
