Probabilmente una faida tra bande rivali, è degenerata con l’omicidio di un 18enne a Boscoreale, nel napoletano. L’agguato sabato sera, quado de giovani a bordo di uno scooter, si sono presentati davanti ad un bar, e il passeggero del mezzo ha esploso un solo colpo ad altezza d’uomo, centrando il 18enne al torace, all’altezza di una ascella. La vittima, trasportata in pochi minuti in ospedale è deceduta immediatamente dopo il ricovero. Il diciottenne morto, non aveva alcun precedente penale, lavorava come operaio. Ad indagare i Carabinieri del Nucleo Operativo di Torre Annunziata, che hanno alcune certezze, come quella di un regolamento di conti tra bande, o una vendetta personale, vista la dinamica e il solo colpo sparato all’indirizzo del 18enne. Chiara la dinamica dell’agguato, i due aggressori sono arrivati velocemente davanti ai loro obiettivi ed hanno fatto fuoco a colpo sicuro per poi dileguarsi. I Carabinieri stanno indagando per risalire ai nomi dei responsabili. Acquisiti i filmati delle telecamere della zona, che potrebbero rivelarsi utili, oltre che alla ricostruzione certa dell’agguato, anche all’identificazione del killer e del suo complice. Altro delitto, questa volta però finito con l’arresto dei presunti responsabili, nel catanese. In questo caso la vittima di un vero e proprio agguato in stile mafioso, è stato un 16enne. La sparatoria a Capizzi, in provincia di Messina. Un ventenne — già noto alle forze dell’ordine — ha sparato alcuni colpi di pistola all’esterno di un bar, prendendo di mira un uomo presente tra gli avventori. Uno dei proiettili ha colpito accidentalmente un 22enne, ricoverato all’ospedale di Nicosia ma non in pericolo di vita, mentre un ragazzo di 16 anni è rimasto ucciso: è deceduto poco dopo essere arrivato alla guardia medica del paese. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Enna e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Mistretta, hanno portato immediatamente al fermo del 20enne per omicidio, tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di arma clandestina, lesioni personali e ricettazione. Arrestati anche il fratello 18enne e il padre 48enne, ritenuti complici per averlo accompagnato sul luogo dell’agguato. I militari hanno inoltre recuperato e sequestrato la pistola utilizzata, risultata con matricola abrasa. Sono in corso ulteriori accertamenti per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare il movente della sparatoria. Alcuni testimoni parlano di una lite scoppiata poco prima e degenerata rapidamente.
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