Meloni al popolo di Atreju: “La discontinuità è il più grande elemento di discontinuità di questo Governo”. Bordate contro Schlein, Landini, Prodi e Saviano
Voglio ringraziare i miei amici e alleati per le belle parole che hanno speso ma soprattutto per il cammino splendido che stiamo facendo e che faremo anche nei prossimi anni”, “la stabilità è il più grande elemento di discontinuità di questo governo”, “le garantisce quella autorevolezza senza la quale non è possibile produrre benessere”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento conclusivo di Atreju.
“Gli altri vincono e festeggiano felici, noi non lo abbiamo fatto perché sapevamo che quello era l’inizio di una salita, che era un tempo grave, che non c’era niente da festeggiare ma solo da lavorare”, ha sottolineato la presidente del Consiglio.
“C’era un quadro geopolitico complicato, in molti – ha aggiunto – hanno puntato sul fallimento ma hanno puntato sul cavallo sbagliato. L’Italia da osservato speciale è diventata un modello. Non è merito solo del governo ma degli italiani che oggi scoprono che la politica può essere alleata e non avversaria. Questa è la mia personale sfida principale, fare tutto quello che posso perché gli italiani tornino a credere in loro stessi e in quello che possono fare. Il benaltrismo e il tafazzismo sono i principali nemici dell’Italia che abbiamo il dovere di sconfiggere”. Ma la piazza amica ha trascinato la Meloni a smettere per un giorno le vesti della Premier per vestire quelli di leader di partito. Si rivolge prima di tutto ai militanti, chiedendo loro “cuori puri e gambe ferme”. Ma è agli avversari politici che la premier Giorgia Meloni dedica gran parte del lungo discorso di chiusura di Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia, in corso fino ad oggi al Circo Massimo, nel cuore di Roma. In più di un’ora, la presidente del Consiglio parla al suo popolo. Critica gli avversari. Ne ha per la sinistra: “Il nostro sport preferito è deluderla”; “ha tentato di azzoppare la nomina di Fitto”. Per il segretario della Cgil Maurizio Landini che “ha usato toni senza precedenti”. Si scaglia contro la segretaria del Pd Elly Schlein: ”Le si inceppa la lingua a dovere pronunciare la parola Stellantis. Preferisce l’esibizione su un palco con J-Ax o un balletto sui carri del gay pride”.
Definisce quelli dell’ex premier Romano Prodi “improperi isterici” – aggiunge “fiera di riceverli”. Non risparmia, ancora una volta, Roberto Saviano: “Abbiamo buttato fuori i camorristi che occupavano le case popolari a Caivano. Anche qui i complimenti dei guru dell’antimafia li aspettiamo domani”. Se la prende con gli attori e i cantanti che in queste ore stanno attaccando il ddl sicurezza: per la premier “avranno la stessa efficacia della mobilitazione di Hollywood contro Donald Trump”. Senza dimenticare i magistrati che non hanno convalidato il trattenimento dei migranti nei centri in Albania con “sentenze irragionevoli: si sono interrogati sulle conseguenze delle loro decisioni?”. L’opposizione per Meloni ha una cifra comune, riassunta così: “Il pessimismo, il provincialismo, il tafazzismo, la tendenza del piangersi addosso sono i principali nemici dell’Italia e noi abbiamo il dovere di sconfiggerli”. Con i suoi mette in risalto i risultati economici: “In due anni abbiamo realizzato quasi un milione di posti di lavoro in più. Berlusconi sarebbe fiero di sapere che di quel milione di posti di lavoro di cui lui ha fatto una bandiera, questo governo lo ha fatto in due anni”.
E poi: “Quando siamo arrivati lo spread era a 233 punti base, oggi è a 112”. Promette che “il 2025 sarà l’anno delle riforme. Andremo avanti con il premierato, la madre di tutte le riforme” e torna di nuovo sui numeri della sanità, replicando all’opposizione: “La calcolatrice serve a voi. Non sono neanche 10 miliardi ma 12, perché vanno aggiunti quelli degli accordi di coesione e 750 milioni di euro dalla revisione del Pnrr”. Sui migranti, a due giorni dal sopralluogo di Schlein al Cpr Gjader, promette di andare avanti: “I centri in Albania funzioneranno. Dovessi passarci ogni notte da qui alla fine del governo italiano, fun-zio-ne-ran-no”, scandisce alzando il tono della voce e scaldando la platea. In un passaggio ringrazia anche la sorella Arianna, capo della segreteria politica e responsabile del tesseramento del partito. “In questa sua foga di dover piazzare amici e parenti e gente che non conosce ha trovato il tempo per organizzare Atreju…”, afferma con ironia. Infine, chiude la kermesse, tra un tripudio di bandiere tricolori e l’inno di Mameli, e mette in guardia i suoi: “Non tornerà un’occasione come quella di adesso. L’occasione è ora e non permette passi incerti e tentennamenti, perché ha bisogno di certezze, cuori puri e gambe ferme. Ma io sono certa che siamo all’altezza del compito, l’Italia è all’altezza del compito”.
Schlein: “Meloni spieghi perché ha sperperato 800 mln per una prigione vuota in Albania”
“Giorgia Meloni, che oggi parla ad Atreju del favoloso mondo di Ameloni dove va tutto alla grande, spieghi agli italiani come mai il suo governo ha sperperato 800 milioni di euro di soldi pubblici in Albania per una prigione vuota. Costruita per deportare persone in Albania violandone i diritti, che poi hanno dovuto riportare in Italia. Uno spreco enorme, inutile, cinico. Di risorse economiche e umane, perché il personale, che meglio potrebbe essere impiegato in Italia, è invece trattenuto lì a fare la guardia al vuoto. In un momento in cui famiglie e imprese in Italia faticano ad arrivare a fine mese, è inaccettabile che risorse così ingenti vengano sottratte alla sanità pubblica, alla scuola per questa bieca propaganda sulla pelle dei più fragili. La Presidente del Consiglio chiarisca subito dove sono finiti questi soldi e perché non siano stati destinati a sostenere chi oggi, in Italia, ha più bisogno. Ci metta la faccia, gli italiani meritano una risposta”. Così Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico.
Conte, messaggio al PD: “Non saremo mai junior partner di nessuno”
“La comunità ha ribadito una cosa che ho sempre condiviso, non saremo mai cespuglio e junior partner di nessuno, saremo sempre lì per perseguire i nostri obiettivi e confrontarci con le forze progressiste”. Lo dice il presidente del Movimento Cinquestelle, Giuseppe Conte, ospite di Atreju. “A tempo debito vedremo se ci sono i presupposti per un’alternativa di governo solida”, aggiunge. “No”: non rifarei una alleanza con la destra dice Conte, perché “una cosa è una prospettiva conservatrice, che favorisce l’alternanza e la qualità della nostra democrazia. Altra cosa sono le derive reazionarie”. La creazione di un centro con un federatore come Ernesto Maria Ruffini? “Ho la sensazione che sia una di quelle operazioni a tavolino nate dal Pd che pensa ad avere tante forze intorno, dire cespuglietti è brutto, per poter costruire una coralità – aggiunge Conte – Noi in questo momento siamo completamente rinnovati. Il fatto che sui giornali si costruiscano caminetti, robe da ingegneria a tavolino ci sta, è la concorrenza, vedremo cosa ne nascerà. Io Ruffini lo conosco come avvocato fiscalista, molto bravo, come direttore dell’Agenzia delle entrate ha lavorato anche quando io ero al governo. Se domani mattina nasce qualcosa e prende i voti è la concorrenza”, aggiunge.
