“Non possiamo pensare di affrontare questo tempo drammatico per l’Europa, con Cina, Russia e Usa che puntano alla sua disgregazione, parlando di cose astratte, di campi larghi, di destre, senza mai declinare un programma politico. In un programma politico ci sono punti negoziabili e altri che non lo sono. Per me non è negoziabile l’Europa, perchè se oggi non la difendiamo per farne una potenza indipendente dal punto di vista della difesa e dell’energia semplicemente la perderemo”. Così il leader di Azione Carlo Calenda intervistato a ‘Il caffe della mattina’ su Radio24. “Azione ha presentato una serie di punti programmatici chiari (su difesa Ucraina, riarmo per raggiungere l’indipendenza strategica dell’Europa, contrasto a ogni interferenza esterna, politica di investimenti e non di bonus a pioggia, soprattutto su scuola, sanita e sicurezza, ndr) – aggiunge -: se non ci sono queste condizioni si andrà a costruire quello che serve, cioè un centro liberale ed europeista. Questa posizione netta è una discriminante rispetto alle due coalizioni, per essere chiari su quello che non faremo, visto che Azione sarà determinante per la vittoria dell’una o dell’altra coalizione. Non cederemo sui valori fondamentali”.
Si potevano adottare insieme salario giusto e minimo
“Per quello che ho letto giudico positivamente il salario giusto però il provvedimento del governo assolve a una funzione che è diversa dal salario minimo. Quello minimo è un salario di ultima istanza, erga omnes, in qualunque caso senza dover definire qual è il minimo contrattuale di quello maggiormente rappresentativo. Quello che ha fatto il governo nel decreto è già previsto e applicato per via giurisprudenziale. Ciò non toglie l’importanza che lo si riconosca per via di una norma. Salario minimo e salario giusto si potevano fare insieme, non avrebbe creato un problema”.
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