L’appuntamento non risulta ancora nell’agenda della premier pubblicata sul sito del governo, ma questo non vuol dire che la prossima settimana Giorgia Meloni e Marco Rubio non si vedranno a palazzo Chigi. In occasione della visita del segretario di Stato americano a Roma, anticipata dal ‘Corriere della Sera’, si sta infatti lavorando per organizzare un faccia a faccia. La missione di Rubio al momento prevede per giovedì prossimo l’incontro in Vaticano prima con Papa Leone XIV e poi con il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin. Fissato invece per venerdì il pranzo di lavoro con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa, Guido Crosetto. Un possibile slot per il bilaterale sarebbe al mattino, prima dell’incontro di Rubio con i due ministri e della partenza della presidente del Consiglio, attesa alle 17.30 alla Triennale di Milano per partecipare a una iniziativa di Confagricoltura. Il tour di incontri del segretario di Stato americano sarà certamente all’insegna del ‘disgelo’ delle relazioni bilaterali, non solo col Vaticano ma anche col governo. Nelle ultime settimane d’altronde non sono mancate le stoccate di Donald Trump all’indirizzo di Meloni e dell’Italia sia a causa della presa di posizione della premier dopo gli attacchi rivolti dal presidente Usa al Pontefice sia per il mancato supporto di Roma a Washington nella guerra in Iran. L’ultima minaccia messa sul tavolo dal tycoon è stata quella di ridurre le truppe statunitensi nel nostro paese, stesso trattamento annunciato nei confronti di altri due alleati Nato – Germania e Spagna – ‘colpevoli’ anche loro di essere rimasti a guardare. Per non parlare poi dell’intenzione di voler aumentare al 25% i dazi su auto e camion prodotti in Ue. Altro dossier questo su cui Meloni in passato non aveva nascosto la sua contrarietà. Insomma, i temi da trattare in un eventuale bilaterale non mancano di certo.
Ad aprire l’agenda della prossima settimana sarà però domani la partecipazione di Meloni all’ottava riunione della Comunità politica europea, in programma a Erevan all’insegna del motto ‘Costruire il futuro: unità e stabilità in Europa’. Al summit in Armenia si confronteranno 48 capi di Stato e di governo per fare un punto sulle priorità dell’agenda internazionale. In un momento di profonda trasformazione geopolitica, i leader discuteranno di come cooperare più strettamente e coordinare la loro azione per rafforzare la resilienza democratica, promuovere la connettività e potenziare la sicurezza economica ed energetica. Per le istituzioni Ue saranno presenti il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e le presidenti Roberta Metsola e Ursula von der Leyen. Parteciperanno, inoltre, i segretari Generali della Nato Rutte, del Consiglio d’Europa Berset e dell’Osce Sinirlioglu. Al tavolo anche il leader ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro canadese Mark Carney, che parteciperà al vertice in qualità di ospite (sarà la prima volta di un paese non europeo alla riunione). Dopo la sessione plenaria si aprirà la discussione su come ‘mantenere l’unità e la coerenza europee in tempi di crisi multiple’, mentre il focus delle tavole rotonde tematiche parallele sarà da un lato ‘resilienza democratica e minacce ibride’ e dall’altro ‘connettività e sicurezza economica nella transizione verde’. A margine del vertice poi si svolgerà la seconda riunione della Coalizione europea contro le droghe (Ecad), co-presieduta da Meloni con il presidente francese Macron, con presentazione delle iniziative 2026. La Coalizione, spiegano fonti italiane, “mira a fornire risposte operative alle sfide connesse al narcotraffico, in raccordo con le organizzazioni internazionali ed europee, rafforzando la cooperazione tra Stati membri ed extra-Ue”.
Prima di far rientro a Roma, Meloni si sposterà sempre domani dall’Armenia all’Azerbaigian. La missione a Baku, rimarcano le stesse fonti, si inserisce nella strategia che il governo sta portando avanti “per rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia e proteggere le famiglie e le imprese italiane da shock esterni, particolarmente nello scenario attuale, segnato dalla crisi iraniana e dal blocco dello Stretto di Hormuz. Una strategia che ha portato, in queste settimane, Meloni prima in Nord Africa e poi nei Paesi del Golfo. “In un contesto internazionale segnato da elevata incertezza e instabilità, che incide sulla tenuta delle catene di approvvigionamento e sulla sicurezza dei flussi energetici”, proseguono le fonti, Meloni e il presidente Ilham Aliyev “avranno modo di approfondire le modalità per consolidare la relazione che lega Roma e Baku, lavorando sulla qualità del partenariato lungo tutta la filiera”. Nel corso dell’incontro, i due si confronteranno anche sulle modalità per sviluppare ulteriormente il partenariato bilaterale anche attraverso l’organizzazione, nella seconda metà dell’anno, di un Business Forum a Baku che è orientato a far emergere nuove opportunità di investimento. Nel corso dei colloqui saranno, inoltre, affrontate le principali questioni dell’attualità internazionale, a partire dalla guerra in Ucraina fino alla situazione in Iran e le relative dinamiche regionali, con attenzione agli sviluppi più recenti e ai possibili impatti sugli equilibri di sicurezza. I due leader potranno fare il punto, infine, sul processo di normalizzazione dei rapporti tra Azerbaigian e Armenia, con particolare riferimento ai prossimi passaggi e alle prospettive di stabilizzazione dell’area, nonché sullo stato del dialogo tra Azerbaigian e Unione Europea, nel quadro di un progressivo rafforzamento delle relazioni politiche ed economiche, cui l’Italia fornisce un fermo sostegno.
