Tutte, o quasi, le principali associazioni dei Consumatori, tracciano le stime, con le loro rilevazioni, degli aumenti dei prezzi dei carburanti delle prossime settimane-mesi.
Iran: Codacons, con guerra maxi rialzo prezzi, costa 1000 euro a famiglia
“In soli due mesi l’effetto Iran ha portato in Italia a maxi-rialzi di prezzi e tariffe di numerosi prodotti con un impatto sulle tasche degli italiani che, ai dati attuali, sfiora quota 1.000 euro annui a famiglia”. Lo afferma il Codacons, che ha realizzato uno studio per capire come siano cambiati i prezzi al dettaglio dallo scoppio della guerra in Medio Oriente e quali siano i prodotti che hanno maggiormente risentito della crisi in corso. Analizzando i dati Istat sull’andamento dell’inflazione da febbraio – prima dell’inizio del conflitto – ad aprile, si scopre che i prodotti ad aver subito il rialzo più forte sono i combustibili liquidi (benzina, diesel, cherosene, gasolio per riscaldamento ecc.), che in soli due mesi rincarano di oltre un terzo segnando un +38,4%. Anche il settore della comunicazione e dell’informatica registra sensibili aumenti, con i supporti per la registrazione che salgono in due mesi del +21,6% mentre videogiochi, console, applicazioni e software per videogiochi aumentano del 16,4%, spiega il Codacons. Nota dolente i trasporti, con i prezzi dei biglietti dei voli internazionali che, rispetto allo scorso febbraio, si impennano del +18,2%, mentre le tariffe dei traghetti salgono del +6%; per il noleggio di mezzi di trasporto personali si spende l’8,8% in più. Il gasolio registra in due mesi una crescita del +23%, +6,2% la benzina, mentre gpl e metano costano il 9,4% in più. Sul fronte degli alimentari, in soli due mesi frutti come mirtilli, lamponi, more, ribes rincarano del +16,1%, i legumi del +9,9%, gli ortaggi come peperoni, melanzane, zucchine, pomodori, ecc. del +8,6%, mentre per alcune tipologie di frutta fresca l’aumento è del +7,8%, +7,5% gli agrumi. La guerra in Iran ha fatto poi schizzare al rialzo le quotazioni energetiche con effetti diretti sulle bollette degli italiani – avvisa il Codacons – Ad aprile il gas costa alle famiglie il 13% in più rispetto a febbraio, mentre l’energia elettrica è salita del +5,2%. La crisi in Medio Oriente ha determinato uno tsunami sui prezzi al dettaglio, causato in particolare dai rialzi dei carburanti che hanno reso più costoso non solo spostarsi in auto o viaggiare, ma anche trasportare la merce in Italia, con effetti diretti sui listini di negozi e supermercati – analizza il Codacons – Il conto di tale situazione si fa sempre più salato: ai livelli attuali dei prezzi una famiglia media deve mettere in conto una maggiore spesa, a parità di consumi, da +926 euro su base annua. Il rischio concreto è non solo un generalizzato impoverimento dei nuclei meno abbienti, ma anche una contrazione dei consumi da parte delle famiglie come reazione al caro-prezzi, con effetti estremamente dannosi per l’economia nazionale, conclude l’associazione.
Carburanti: Unione nazionale consumatori, stangata per chi rientra dal ponte
“Una stangata per chi rientra dal Ponte del I° maggio. Grazie alla pessima idea del Governo di ridurre il taglio delle accise sulla benzina addirittura di 15 cent, ossia 18,3 cent considerando anche l’Iva, oggi la benzina self, nel primo giorno di effettiva prima applicazione del decreto legge, è aumentata rispetto a ieri di 9,8 cent al litro in autostrada, pari a 4 euro e 90 cent per un pieno di 50 litri. E siamo solo all’inizio, visto che, essendo domenica, molti distributori self service, se non vendono anche il servito, non hanno ancora modificato il prezzo. Insomma, domani andrà ancora peggio” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Più contenuto il rialzo nella media stradale dove se, a differenza del ministero, si conteggia per il calcolo della media anche Bolzano e Trento, rincara di 7,6 cent, pari a 3 euro e 80 cent. A livello assoluto la benzina arriva a costare 1.956 euro in autostrada e, conteggiando anche Bolzano e Trento, 1,893 nella rete stradale, un livello superiore alla media dell’anno nero, il 2023, quando arrivò a 1,865 euro” prosegue Dona. “Se a questo si aggiunge che, invece di prendere i soldi a chi sta facendo extraprofitti milionari grazie a questa guerra, hanno pensato bene di fregarsi i soldi della multe Antitrust, quindi con una una sorta di partita di giro, visto che quelle sanzioni dovrebbero essere restituite ai consumatori che hanno pagato di più a causa di pratiche commerciali scorrette, ecco che la frittata è fatta” conclude Dona.
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