Politica

Calenda presenta il Patto Repubblicano con Bonino. “A Letta voglio bene ma il premier sia Draghi. Di Maio? Chi è?”

 

“I contenuti che presentiamo non sono contenuti generici. Si tratta di rigassificatori, termovalorizzatori, se necessario militarizzando le aree in cui devono esserci. Vuol dire revisione del reddito di cittadinanza, anche salario minimo. Facciamo un Patto repubblicano aperto ai cittadini e alle personalità politiche, chi ci vuole stare ci sta e siamo molto contenti.” Così il leader di Azione Carlo Calenda a margine di una conferenza stampa alla Sala Stampa estera dove è stato presentato il Manifesto del Patto Repubblicano.“Non so se Bonelli e Fratoianni nel frattempo vogliano i termovalorizzatori – aggiunge Calenda a proposito delle possibili alleanze a sinistra – ma so che sono quelli che stanno dicendo che l’agenda Conte era meglio dell’agenda Draghi, ma questi sono fatti che riguardano il Pd, non noi”. E sul ministro degli Esteri Luigi Di Maio è netto: “Fronte repubblicano aperto anche a Di Maio? Non so di chi stia parlando. Letta? Gli vogliamo bene, è una persona seria e siamo disponibili a discutere con tutti sulle cose da fare”, spiega Calenda, che però non vede il segretario del Pd a Palazzo Chigi in caso di vittoria alle elezioni del prossimo 25 settembre. “C’è una sola persona che bisogna tenere a fare il presidente del Consiglio, si chiama Mario Draghi e se i cittadini italiani ci faranno vincere – aggiunge il leader di Azione – prometto che andremo a chiuderlo a chiave nella presidenza del Consiglio. È quello che occorre e che serve, Draghi è una persona responsabile. Ora pensiamo a prendere voti sulle cose necessarie per il Paese, poi si porrà il problema di chi lo gestisce”. “I nostri avversari sono stati sempre gli stessi, populisti e sovranisti, 5 Stelle, Lega e Forza Italia, sono la stessa cosa e infatti si sono comportati allo stesso modo, come sosteniamo da molti anni”. Per Calenda, insomma, “non è un caso che Draghi sia stato fatto cadere da partiti con simpatie putiniane”. “Qual è il senso del fronte repubblicano? È un Patto repubblicano, io non amo la parola ‘fronte’ perché ricorda tempi non gloriosi, non si tratta delle tavole della legge e neanche del nostro programma elettorale. È la segnalazione di alcuni punti importanti per il Paese su cui vale la pena unirsi e riflettere”. Così Emma Bonino, leader di +Europa, durante la conferenza stampa alla Sala Stampa estera dove è stato presentato il Manifesto del Patto Repubblicano. Anche Bonino non chiude all’alleanza con il Pd, ma osserva: “Per parlarsi bisogna essere in due, noi auspichiamo una interlocuzione ma non posso presentarmi nella loro sede con una bazooka. L’obiettivo è riportare Mario Draghi a Palazzo Chigi? Io non voglio tirare la giacchetta a nessuno, si vedrà se si creano le condizioni”, conclude la leader di +Europa.

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