Commentando i dati sulle vendite al dettaglio, il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, ha osservato che “siamo in presenza dell’ennesima conferma della debolezza dei consumi. Al di là del confronto annuo, falsato sui dati grezzi dal diverso numero di giorni di calendario, sono le dinamiche congiunturali dei volumi destagionalizzati a evidenziare il blocco della spesa delle famiglie“. “Al netto di modeste oscillazioni mensili, le vendite sono ferme ai livelli del terzo trimestre del 2023, peraltro già allora al di sotto dei valori di fine 2022″. “Questa condizione di prolungata riduzione – ha detto Bella– della propensione al consumo ha impattato in misura fortemente negativa sulle piccole imprese del commercio e sui segmenti di consumo più maturi. E adesso comincia a riverberarsi anche sulle altre tipologie distributive, con importanti segnali di rallentamento anche per il commercio elettronico.
Calo delle vendite, Confesercenti: “E’ il tracollo dei piccoli negozi”
Si conferma un avvio d’anno decisamente in salita per il commercio. Prosegue infatti, dopo il peggiore gennaio degli ultimi tre anni, la flessione delle vendite del commercio al dettaglio anche nel mese di febbraio: a certificarlo è Istat che indica la variazione tendenziale più negativa degli ultimi dieci mesi sia in valore (-1,5%) che in volume (-2,5%). Così Confesercenti in una nota. Per le imprese operanti su piccole superfici la situazione è sempre più difficile e sta assomigliando ad un vero e proprio tracollo: secondo nostre stime, non solo il dato tendenziale mensile registra un calo di -3,4 punti in volume, mentre i primi due mesi dell’anno già segnano una caduta di -2,4 punti percentuali sempre in volume, ma queste cadute si sommano, purtroppo, a quelle registrate dal 2022 ad oggi: tre anni terribili che, dalla ripresa post covid, hanno segnato ininterrottamente una caduta libera pari a -11 punti. Uno scenario al ribasso, dunque, che si inserisce in un contesto geopolitico di forte incertezza acuito fortemente dai dazi di Trump che non lascia presagire nulla di positivo. Il mercato interno e la ripresa dei consumi delle famiglie, in questa fase delicatissima, assumono perciò una valenza fondamentale per la tenuta economica. Con questi dati, in attesa di capire meglio quali saranno le reali conseguenze della morsa delle tariffe sui mercati mondiali, il risultato di un Pil superiore allo 0,5% sarebbe positivo anche se immaginiamo sempre più difficile da raggiungere.
aggiornamento calo delle vendite ore 10.54
