di Giuliano Longo (*)
Per Putin “la questione (ucraina) sta volgendo al termine” lo ha detto ieri sera nel corso di un briefing con I giornalisti dedicato dopo alla celebrazione del 9 maggio.
Senza lesinare critiche all’Occidente ha affermato che “Il rappresentante del gruppo negoziale della parte ucraina ha siglato questi documenti. Hanno promesso aiuto e hanno iniziato a srotolare il confronto con la Russia, che continua ancora oggi. Penso che stia per finire, ma è comunque roba seria. Si aspettavano la schiacciante sconfitta della Russia”, ha detto Putin.
Putin ha anche rivelato che la proposta di Donald Trump per la tregua del 9-11 maggio era associata alle sua preoccupazione per la sicurezza dell’ambasciata USAa Kiev.
Ricordando il comunicato del suo Ministero della Difesa sulla rappresaglia ai “centri decisionali” ucraini in caso di attacco alla Piazza Rossa , notificato dal Ministero degli Esteri a tutte a tutte le sedi diplomatiche presenti a Kiev che ha indotto Trump a proporre il prolungamento della tregua.
Per quanto riguarda Zelensky che secondo il primo ministro slovacco Fico presente alla parata sarebbe disponibile ad incontrare il presidente russo Putin: Chi mi vuole incontrare venga a Mosca”.
La sua proposta più significativa resta comunque quella di uan sede di trattative anche presso un Paeset erzo, ma solo dopo aver raggiunto gli accordi finali.“È possibile incontrarsi in un paese terzo, ma solo quando si raggiungono accordi finali per una lunga prospettiva storica”, ha detto Putin. Poi ha riferito che il 5 maggio ha proposto uno scambio di prigionieri fornendo una lista di 500 militari ucraini., ma che Kiev “non era pronta per un tale scambio.”
Putin ha anche commentato la mancanza di attrezzature militari alla parata non dovuto alle minacce provenienti dall’Ucraina, ma al fatto che “i militari dovrebbero concentrarsi sulla vittoria finale sul nemico”.
Poi ha ricordato che la decisione di ritirare le truppe russe da Kiev nella primavera del 2022 era stata richiesta da Macron poiche trattative di pace non s sarebbero potute avviare con una pistola puntata sulla testa di Kiev, ma le “élite globaliste” hanno poi continuato il conflitto con Russa sul territorio ucraini in attesa da diversi mesi del “crollo della Russia “ entrando poi in un circolo vizioso dal quale“non possono uscire”.
Parlando dell’eventuale contributo della UE all’avvio di una trattiva di pace, quale mediatore ha indicato l’ex-cancelliere della Germania Gerhardt Schroeder.
“Per me personalmente – ha detto – l’ex Cancelliere della Repubblica Federale di Germania, il signor Schroeder, è preferibile. Bene, che scelgano un leader europeo di cui si fidano e che non ha detto insulti al nostro indirizzo. Per favore, non siamo mai stati chiusi dalle trattative. Mai prima d’ora. Non siamo stati noi a rifiutare, ma loro hanno rifiutato”.
Zelensky ha anche confermato di aver ricevuto la proposta russa di tregua e diplomatica tramite gli Stati Uniti, ma che risponderà “simmetricamente” a qualsiasi attacco russo durante il cessate il fuoco e parlando della parata del 9 maggio ha affermato che “armi ucraine non avrebbero mai colpito la Piazza Rossa” con il minaccioso sottinteso che gli sarebbe stato possibile.
Da parte suo il portavoce del Cremlino Peskov ha fatto sapere che gli Stati Uniti hanno fretta ma che “la questione ucraina è troppo complessa e la pace è ancora molto lontana” quindi “raggiungere un accordo di pace è una strada molto lunga con dettagli complessi” e ha confermato la posizione del Crelino sul Donbass., che comunque Putin intende “liberare” entro dicembre.
Anche Trump ha affermato che si è “ragionevolmente vicini” a un accordo e che al momento punta sull’estensione della tregua di altri 3 giorni anche se è convinto che Zelensky e non Putin, stia bloccando l’accordo. “Penso che Putin sia pronto a fare un accordo. Penso che l’Ucraina lo sia meno” aveva detto ieri mentre è pronto a inviare una delegazione USA a Mosca per negozia.
Scetticismo invece da parte dell’ Europa. Il presidente del Consiglio UE Antonio Costa pur intravedendo un “potenziale” per negoziare con la Russia ritiene che se Putin vince potrebbe attaccare la NATO.
Evidentemente sulle decisioni di Washington incideranno anche le eventuali prospettive di pace con l’Iran che, una volta concordate, potrebbero porre gli americani fuori dal Pantano mediorientale senza la volontà di immergersi in quello ucraino, anche perchè – come ha detto Putin – per Trump la questione ucraina è tutta una faccenda europea.
(*) Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale
