di Luca La Mantia (*)
Dopo gli Oscar anche Cannes sarà orfana di registi italiani nelle diverse categorie protagoniste dell’edizione 2026 del Festival, in programma dal 12 al 23 maggio. Almeno per il momento, visto che secondo il direttore Thierry Frémaux alcuni titoli della selezione devono ancora essere svelati. Certo è che negli ultimi anni la presenza di cineasti del Bel Paese sulla Croisette è diminuita, segno di una fase storica in cui, se da una parte il mercato interno riesce ancora a trascinare il pubblico in sala, dall’altra mostra poca capacità attrattiva nei grandi concorsi internazionali. Il tutto mentre tiene banco il caso dell’esclusione dai finanziamenti pubblici del doc ‘Giulio Regeni – Tutto il male del mondo’ di Simone Manetti, che – dopo quelle di Paolo Mereghetti e Massimo Galimberti – ha portato anche alle dimissioni di Ginella Vocca dalla commissione cinema del MiC. Il ministro Alessandro Giuli l’ha ringraziata per la scelta (“è stata dolorsa e ponderata”, ha detto lei a LaPresse) e il dicastero ha fatto sapere che sul sistema delle commissioni sta lavorando “a una revisione complessiva delle regole di costituzione e funzionamento mediante apposito decreto”.
Senza fondi, infine, anche ‘Aldro vive’ di Manuel Benati sulla terribile vicenda di Federico Aldrovandi. A Cannes per il resto poche sorprese. Saranno 21 i film che si contenderanno la Palma d’Oro. Tra questi, ‘Fatherland’, un dramma ambientato durante la Guerra Fredda con Sandra Hüller, diretto da Pawel Pawlikowski, ‘All of a Sudden’, opera prima in lingua francese di Ryusuke Hamaguchi e ‘Amarga Navidad ‘ di Pedro Almodóvar. Tra i candidati figurano diversi vincitori delle passate edizioni del Festival. Come il rumeno Cristian Mungiu, che partecipa con ‘Fjord’. Ambientato in Norvegia, avrà come protagonisti Renate Reinsve, recentemente candidata all’Oscar, e Sebastian Stan. Ci sarà anche il giapponese Hirokazu Koreeda – Palma d’oro nel 2018 con ‘Shoplifters’ – con ‘Sheep in the Box’, storia ambientata in un futuro ipotetico in cui una coppia in lutto ‘adotta’ un bimbo umanoide. Il regista russo Andrey Zvyagintsev torna in concorso a Cannes con ‘Minotaur’, mentre Asghar Farhadi, Lukas Dhont e Lazlo Nemes portano ‘Parallel Stories’, ‘Coward’ e ‘Moulin’. Non in programma, al momento, le anteprime dei grandi blockbuster made in Usa, come avvenuto negli scorsi anni con ‘Mission: Impossible – The Final Reckoning’ e ‘Top Gun: Maverick’. Ma il pubblico potrà comunque ammirare ‘Propeller One-Way Night Coach’, primo film da regista di John Travolta (categoria Premièr) e due documentari firmati da Ron Howard (‘Avedon’ dedicato al fotografo Richard Avedon) e Steven Soderbergh (‘John Lennon: The Last Interview’), entrambi per la sezione Special Screenings .
(*) La Presse
