La proclamazione della Capitale italiana della cultura 2028 si trasforma nel trionfo di Ancona, che vince con il progetto ‘Questo adesso’, battendo all’ultimo atto le altre nove finaliste: Anagni (Fr), Catania, Colle di Val d’Elsa (Si), Forlì, Gravina di Puglia (Ba), Massa, Mirabella Eclano (Av), Sarzana (Sp) e Tarquinia (Vt). È stato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ad annunciare il successo dell’unico capoluogo di regione in corsa, dando lettura delle motivazioni. Ancona, per la commissione di valutazione dei dossier, ha presentato un “modello di valorizzazione culturale solido e coerente capace di coniugare identità e apertura internazionale, in una visione che prevede rigenerazione e inclusione”, con un “programma di interventi solido” che “include un pubblico ampio e diversificato”. La strategia di investimento è stata ritenuta “coerente con un impatto significativo sul tessuto socio economico” ed è stata considerata “rilevante l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea che rafforza il posizionamento del progetto, così come il coinvolgimento enti territoriali e i giovani, considerati come protagonisti dei processi culturali”. Il dossier “soddisfa pienamente gli indicatori del bando ponendosi come modello di progettazione culturale innovativa e condivisa”. Prima della proclamazione Giuli ha ricordato che “il vincitore è uno ma essere qui è già un grande traguardo”. E ha assicurato che gli altri progetti “non andranno dispersi. Siete tutti vincitori e insieme siamo parte di un’avventura che nel tempo continua a generare sempre maggior interesse da parte dei cittadini”. Ancona, spiega il MiC, riceverà un contributo di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura. “Siamo profondamente orgogliosi di questo risultato, che premia un percorso condiviso tra istituzioni, territorio e comunità. La Regione Marche ha sostenuto con convinzione la candidatura, che ha saputo valorizzare la propria identità e l’eredità della sua storia millenaria traducendole in una visione contemporanea e proiettata al futuro”, ha commentato il governatore delle Marche, Francesco Acquaroli. Il sindaco, Daniele Silvetti, ha parlato di “obiettivo molto importante per la città, per la comunità e per la regione. Abbiamo fatto un buon lavoro, lo dico da sindaco tra i sindaci delle città finaliste. Quanto sarà l’investimento per questo dossier? In termini di infrastrutture parliamo di oltre 50 milioni di euro, mentre per l’anno delle celebrazioni ne sono previsti sette. A noi interessano gli investimenti duraturi, che danno una prospettiva alla città”. Per la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni il titolo di Capitale italiana della cultura rappresenta “una grande opportunità di crescita e rafforzamento”, mentre secondo la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, si tratta anche di “un successo per il turismo e l’economia nazionali. Questo riconoscimento, infatti, incentiva i territori a una programmazione di lungo periodo, attrae sponsor e fondi, moltiplica l’investimento iniziale e impatta anche sui flussi turistici, non soltanto delle destinazioni premiate”. Felice anche il tre volte premio Oscar Dante Ferretti, direttore artistico di uno dei progetti portanti del dossier, il museo della Civiltà del Mare Adriatico: “Ancona è nel mio cuore: qui è nata la mia carriera con i primi film e l’ispirazione per Fellini in E la nave va. Questa vittoria è una grande occasione: la città ha nel mare, nella storia e nella luce un’energia creativa unica. Sarò testimonial della sua bellezza, trasformando il patrimonio adriatico in narrazione cinematografica universale”, afferma.
