Esteri

Capo Epstein: media, finanziere nascose computer e foto in magazzini negli USA

Jeffrey Epstein avrebbe nascosto segretamente computer, fotografie e altre attrezzature in magazzini sparsi per gli Stati Uniti e avrebbe pagato investigatori privati per spostare il materiale mentre le indagini si avvicinavano a lui. È quanto emerge dai documenti esaminati dal Telegraph, che hanno rivelato come il finanziere avesse affittato almeno sei magazzini in tutto il Paese, alcuni dei quali a partire dal 2003, pagandoli fino al 2019, anno in cui si è suicidato in carcere. I magazzini sono stati utilizzati per conservare oggetti provenienti dalle case di Epstein, tra cui computer e cd dalla sua isola privata nei Caraibi, Little Saint James. I mandati di perquisizione, che facevano parte della tranche di tre milioni di documenti relativi a Epstein rilasciati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, hanno anche rivelato che le autorità statunitensi potrebbero non aver mai perquisito i magazzini, i quali potrebbero contenere prove inedite legate ai suoi reati. Le mail esaminate dal tabloid hanno inoltre rivelato che Epstein aveva incaricato investigatori privati di trasferire il materiale dalle sue case ai magazzini prima che le autorità potessero eseguire i mandati di perquisizione nelle sue residenze. Va detto poi che l’attuale posizione dell’ormai ex principe Andrea, che rischia di far implodere la monarchia nel Regno Unito, si aggrava di ora in ora.

Regno Unito, Andrea pagò massaggi con soldi contribuenti

L’ex principe Andrea, al centro di una bufera giudiziaria per i suoi legami con Jeffrey Epstein, ha addebitato ai contribuenti le spese per massaggi e i costi di viaggio da lui ritenuti eccessivi mentre lavorava come inviato commerciale del Regno Unito. Lo riporta la Bbc, citando alcuni ex funzionari pubblici britannici. Un ex funzionario pubblico, che ha lavorato nel Dipartimento del commercio del Regno Unito all’inizio degli anni 2000, era così infastidito dalla richiesta di Andrea di coprire il costo dei “servizi di massaggio” che si era rifiutato di pagarlo, ma afferma di essere stato costretto a farlo dai suoi superiori. “Pensavo fosse sbagliato. Avevo detto che non dovevamo pagarlo, ma alla fine l’abbiamo pagato comunque”, ha detto alla Bbc, riferendosi a una richiesta di rimborso presentata dopo una visita di Andrea in Medioriente. Il Dipartimento del commercio non ha contestato la richiesta relativa al periodo in cui Andrew Mountbatten-Windsor ha ricoperto la carica di inviato, tra il 2001 e il 2011, ma ha fatto riferimento alle indagini della polizia in corso sull’ex principe. Il ruolo di Andrea come inviato del Dipartimento non era retribuito, ma l’ex principe godeva del sostegno dei funzionari pubblici e dei finanziamenti dei contribuenti per i suoi viaggi all’estero.

Red

Related posts

Il colosso cinese Shein e il tema della sostenibilità

Redazione Ore 12

Governo belga preoccupato per possibili azioni di spionaggio cinese

Redazione Ore 12

Iran, monito di Teheran “Destinazioni turistiche non più sicure per nostri nemici”

Redazione Ore 12